Diamanti: una breve guida
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Sebbene il diamante sia la gemma più dura conosciuta dall'uomo, la sua composizione è molto semplice: si tratta di comune carbonio, come la grafite delle matite, ma con una struttura che comporta un punto di fusione di 6900 gradi Fahrenheit, cioè due volte e mezzo il punto di fusione dell'acciaio. Miliardi di anni fa le forze elementari di calore e pressione trasformarono il carbonio in diamante. La massa vulcanica in cui questa cristallizzazione avvenne salì e irruppe attraverso la crosta terrestre raffreddandosi nei camini kimberlitici. Ed è infatti in questi camini kimberlitici che ancor oggi si trovano i diamanti.
Attualmente la piazza più importante per commercio mondiale dei diamanti tagliati è Anversa in Belgio con ben 3 borse diamanti e migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo. Qui hanno sede IGI (International Gemological Institute) e HRD (Hoge Raad voor Diamant), i due più prestigiosi istituti Europei per la certificazione del diamante.
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Le 4 C del diamante
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Il diamante è una pietra di eccezionale bellezza e lucentezza le cui caratteristiche principali sono sintetizzate dalle famore 4 C :
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color (colore) |
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cut (taglio) |
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clarity (purezza) |
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carat (caratura) |
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Tutte e quattro, o meglio, la loro combinazione, conferiscono al diamante la propria unicità permettendo di determinarne il corretto valore di mercato. Di seguito riportiamo una breve descrizione di queste caratteristiche e di come esse incidano sul valore di un diamante.
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Il Colore
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Il colore di un diamante è forse la sua caratteristica più apprezzabile anche ad occhio nudo quando lo stesso è montato nei gioielli. In linea generale più il diamante è bianco e più la luce riesce ad attraversare la pietra con facilità riflettendosi verso l'osservatore. Il colore di un diamante incide notevolmente sul valore di ogni singola pietra concorrendo in modo determinante alla formazione del prezzo. Un diamante di colore E (un ottimo colore bianco, molto usato in gioielleria) può valere anche un 50% in più della stessa pietra di colore I a parità delle altre caratteristiche (taglio, caratura e purezza) . La valutazione del colore di un diamante è estremamente difficile e viene svolta anche con l'aiuto di pietre colorate di riferimento dette pietre di paragone poste sotto una luce molto bianca (daylight) che riproduce la luce diffusa di una giornata di sole. Le pietre di paragone vengono poste in appositi cartoncini bianchi accanto al diamante da valutare ed il grado di colore viene così determinato per confronto diretto con le pietre di riferimento. Naturalmente l'occhio del gemmologo che assegna la gradazione di colore ad un diamante deve essere particolarmente allenato poichè anche minime sfumature di colore possono incidere in modo determinante sul valore finale di un diamante.
Anche con l'ausilio di luci particolari e lenti di ingrandimento la determinazione del colore di un diamante richiede molta esperienza. Esistono diverse scale di valutazione del colore dei diamanti, una tra le più diffuse vi è indubbiamente la scala GIA (Gemological institute of America) che riportiamo in sintesi qui di seguito.
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Scala gradazione colore diamanti (GIA)
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D E F
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G H
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I J K
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L M N
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O P
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Q R
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S==> Z
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| Bianco eccezionale |
Bianco ottimo |
Bianco appena colorato |
Bianco colorato |
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18Carati monta esclusivamente diamanti con colore minimo G e purezza minima Vs . |
Taglio (cut)
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Il taglio di un diamante rappresenta in ultima analisi la capacità di una pietra di riflettere in modo ottimale la luce e ne determina quindi la brillantezza. Esso non va confuso con la forma (di cui riportiamo più avanti alcuni principali esempi). La forma più nota e diffusa è il cosiddetto " taglio brillante", ovvero un taglio di forma tonda nella sua parte superiore. Nel diamante taglio brillante, quando il taglio è "ideale" la luce entrata dalla parte superiore e viene rifratta ad angolo retto per poi uscire di nuovo dalla stessa parte ritornando verso l'osservatore e conferendo alla pietra una grande lucentezza e brillio (vedi figura in basso):
Il taglio a brillante classico prevede 58 faccette di cui 33 sulla parte superiore (o corona) e 25 su quella inferiore (o padiglione). La 58esima è la punta del padiglione (in inglese culet) che può essere più o meno appuntita formando in certi casi una misuscola faccetta.
La brillantezza ottimale si ottiene quando la corona rappresenta circa un terzo dell'altezza totale del diamante
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- A - Corona
- B - Angolo (superiore 34°, inferiore 41°)
- C - Apice
- D - Profondità totale 61.7%
- E - Tavola 57 - 62%
- F - Diametro cintura
- G - Cintura inferiore
- H - Padiglione principale
- I - Padiglione 43%
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- A - Cintura superiore
- B - Cintura
- C - Tabella
- D - Stella
- E - Incastonatura
- F - 100%
- G - 55 - 57%
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| Alcuni tra i tagli più comuni eseguibili su un diamante |
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Brillante
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Princess
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Smeraldo
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Radiant
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Ovale
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Goccia
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Marquise
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Asscher
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Cuscino
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Cuore
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Purezza ( clarity )
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La purezza di un diamante è un fattore molto importante per determinarne il valore. Diamanti senza inclusioni, ovvero totalmente privi di imperfezioni di alcun tipo al loro interno che siano visibili con una lente d' ingrandimento a 10 X sono una vera rarità e sono perlopiù destinati a divenire diamanti certificati da investimento. Molto più frequentemente invece i diamanti usati in gioielleria recano al loro interno alcune minuscole imperfezioni dette inclusioni. Tanto più queste inclusioni sono minuscole e quindi poco o per nulla visibili tanto più il diamante sarà pregiato. Va detto che le differenze di purezza tra pietre simili sono molto difficili da individuare per chi non è addetto ai lavori e solo una persona esperta con occhio allenato e con l'ausilio di una luce bianca particolare e di una lente d'ingrandimento riesce a stabilire se un diamante sia un Vvs2 (Very very small inclusions) piuttosto che un Vs1 (Very small inclusions). Queste due classi di purezza possono infatti apparire identiche pur essendovi invece notevoli differenze in fatto di valore. Per questo è sempre consigliabile acquistare gioielli con diamanti solo da commercianti fidati ed esperti e chiedere sempre di conoscere le caratteristiche del diamante che si sta per acquistare. |
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| GIA - Grado purezza dei diamanti |
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F Flawless
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VVS1 Very Very Small Inclusions
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VVS2 Very Very Small Inclusions
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Il diamante è privo di inclusioni esterne o interne di qualsiasi tipo sotto una lente d'ingrandimento a 10 X
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Il diamante contiene delle minime inclusioni estremamente difficili da rilevare sotto una lente a 10 X
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Il diamante contiene minime inclusioni molto difficilmente rilevabili sotto una lente a 10 X
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VS1 Very Small Inclusions
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VS2 Very Small Inclusions
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SI 1 Small Inclusions
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Il diamante contiene alcune inclusioni difficilmente osservabili sotto una lente a 10 X
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Il diamante contiene alcune inclusioni rilevabili sotto una lente a 10 X
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Il diamante contiene inclusioni e/o caratteristiche facilmente osservabili con una lente a 10 X
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SI 2 Small Inclusions
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I 1 Piquè
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I 2 Piquè
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| Il diamante contiene inclusioni e/o caratteristiche visibili con una lente a 10 X |
Il diamante contiene vistose inclusioni e/o caratteristiche ben visibili con una lente a 10 X |
Il diamante contiene inclusioni molto vistose facilmente rilevabili anche ad occhio nudo |
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La Caratura
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Il carato riferito al diamante (o più in generale a tutte le pietre preziose) è l'unità di misura del peso della pietra ed equivale ad un quinto di grammo (0,20 grammi). Attenzione a non far confusione con il carato inteso come misurazione della purezza (o titolo) di metalli preziosi come l'oro o il platino. Il carato inteso come peso di una pietra viene abbreviato in ct . Nell'immagine seguente sono riportate le dimensioni approssimative di diamanti di taglio rotondo (taglio brillante) corrispondenti a determinati valori di caratura. Anche la caratura di una pietra concorre in modo determinante al valore finale della stessa e non solo perché il valore aumenta all'aumentare della caratura, ma soprattutto perché aumenta in modo più che proporzionale all'aumentare della caratura. Ciò significa che una singola pietra di un carato (1.00ct) ha un valore ben superiore rispetto a 100 pietre da 1 punto di carato ( 0.01ct ). Riferendosi alla caratura dei diamanti di pietre sotto al carato si parla spesso di "punti"; Il punto di carato è quindi la centesima parte del carato (ovvero 0,002 grammi) ed è usato in gergo per la misurazione di diamanti fino ad un carato
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