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Scegliere il diamante per anello solitario

L'acquisto di un solitario per promessa di matrimonio o comunque per una ricorrenza importante è una di quelle cose che si fanno poche volte nella vita. Vale la pena quindi perdere qualche minuto e leggere questa mini-guida per ottimizzare al meglio la propria scelta e risparmiare pur avendo un diamante di eccezionale bellezza al giusto prezzo.
In questa sede parliamo di diamanti certificati di almeno 30 punti di carato (0.30ct) col classico taglio tondo (brillante) a 57 faccette.

La domanda che più spesso viene fatta dai clienti è: "quali caratteristiche hanno maggiore importanza in un diamante?"

Se non vi fosse differenza di prezzo la risposta sarebbe: Un diamante colore D o E purezza IF/VVs1 con le 3 Ex su taglio, simmetria e finitura e fluorescenza assente. Questa è certamente una pietra perfetta in tutto.

Purtroppo però la differenza c'è eccome, basti pensare che, Rapaport alla mano, un diamante D-IF da 1.00ct viene quotato $21.600, mentre un diamante colore G e purezza VS2 viene indicato a $7.900 (valori aggiornati a Settembre 2016). Una differenza enorme per due pietre apparentemente indistinguibili, soprattutto da montate!

Allora, come scegliere un diamante e quali caratteristiche sono davvero importanti?
A differenza di quello che normalmente viene percepito dalla maggior parte del pubblico, un diamante non deve essere necessariamente puro (IF) e totalmente bianco (D) per apparire stupendo una volta montato su un anello solitario.

Combinando le caratteristiche di colore e purezza, ma anche di taglio, e fluorescenza si possono conseguire importanti risparmi restando sempre nell'ambito di diamanti bellissimi e di assoluto pregio.

Per esempio, per un diamante da 1.00ct potremmo avere:

Diamanti taglio brillante colore D/E
 
Diamanti taglio brillante colore F/G
 
Diamanti taglio brillante colore H/I
Caratteristiche molto elevate:
 
Caratteristiche elevate:
 
Caratteristiche medio-alte:
   

Il Colore

Colori compresi tra E e G sono considerati estremamente elevati. Ottimi quindi per un solitario perfetto anche se si possono ottenere risultati molto buoni scendendo di qualche grado e quindi con un notevole risparmio: Colore H per esempio risulta molto bianco una volta montato e la differenza tra un G ed un H è una sfumatura difficile da cogliere anche per chi ha un occhio esperto ed allenato. Anche colori come I o J e fino a K appaiono come bianchi o molto bianchi una volta incassati e si riesce a cogliere la differenza solo se messi a confronto diretto con un diamante di almeno 2/3 gradi più alto.

Stiamo parlando ovviamente di diamanti certificati in cui il grado di colore riportato nel documento è vero e reale, risultato da un'analisi accurata eseguita sia visivamente che strumentalmente da un istituto terzo di indiscusso prestigio che non è coinvolto nella vendita. E' evidente quindi l'importanza di acquistare solo diamanti con certificati che danno assoluta garanzia di correttezza ed imparzialità (IGI, GIA, HRD).

In definitiva un colore compreso tra E ed H/I risulta molto bianco e molto bello una volta incassato. Certamente, in quello di colore E il bianco sarà più intenso, ma il risparmio conseguito acquistando un H piuttosto che un E potrebbe farci decidere per il primo.

 

La Purezza 

Il ragionamento fatto per il colore vale sostanzialmente anche per la purezza. Non occorre per forza scegliere un diamante completamente puro per avere un ottimo risultato su un anello solitario.

Anche qui, listino alla mano, ci rendiamo conto della notevole differenza di prezzo tra diamanti classificati nei vari gradi di purezza. In cima alla scala c'è IF (Internally Flawless) ovvero totalmente privo di qualsiasi impurità interna. In realtà la classificazione GIA prevede anche un grado sopra IF e cioè F (Flawless) introducendo così il concetto che alcune imperfezioni esterne possano determinare una qualche differenza. Normalmente, per convenzione, si parla solo di IF per indicare il massimo grado di purezza anche perchè nè IGI nè HRD contemplano un grado superiore.

Ma passiamo ai fatti: Le imperfezioni di un diamante con grado di purezza VVs (sia 1 che 2) sono talmente di lieve entità che perfino un esperto fatica a localizzarle in condizioni di osservazione ottimali (quindi lente 10X o microscopio, luce daylight, sfondo nero opaco e soprattutto occhio allenato).

Ma anche le imperfezioni della gradazione Vs (Very Small inclusions) sono diffici da vedere e di fatto non pregiudicano il passaggio della luce attraverso la pietra ed il brillio sarà ancora molto accentuato. Un diamante Vs1 o Vs2 apparirà all'occhio dell'osservatore come totalmente privo di inclusioni.

Andando oltre, un diamante con purezza SI (Small Inclusions) è comunque privo di inclusioni importanti e tali da comprometterne la bellezza. In particolare un buon SI1 risulta comunque molto bello alla vista e solo con la lente si possono vedere le imperfezioni. In un SI2 talvolta si iniziano a vedere le inclusioni anche ad occhio nudo.

Il Taglio

Dei tre giudizi sulla pietra (taglio, finitura e simmetria) il taglio è sicuramente quello più importante perchè riguarda direttamente le proporzioni delle varie faccette e quindi la capacità o meno di riflettere la luce verso l'osservatore.


Più è elevato il giudizio sul taglio e più le proporzioni del diamante si avvicinano a quelle del taglio ideale.
Un diamante ben tagliato brilla maggiormente e sviluppa le dimensioni ottimali per la propria caratura.
Ex
e VG sono da considerare valori ottimali, G accettabile.

 

Excellent (EX)

Le proporzioni sono perfette, il diamante brilla al massimo.

Very Good (VG)

Le proporzioni si avvicinano molto a quelle del taglio ideale, la brillantezza è molto buona.

Good (G)

Il diamante presenta alcuni problemi di proporzionamento (es. ampiezza eccessiva tavola, sproporzione tra altezza e diametro).

Fair (F)

Le proporzioni non sono buone e la brillantezza è bassa (es. diamante troppo stretto o troppo largo).

Poor (P)

Gravi difetti di proporzionamento, la brillantezza è fortemente compromessa.

I giudizi, in pratica, riassumono le tre caratteristiche sintetizzandole in una parola. Senza entrare in dettagli tecnici e complicate formule per calcolare le misure e le proporzioni del diamante ideale, possiamo essere assolutamente certi del grado di "bontà" di taglio, simmetria e finitura di una pietra quando il giudizio rimane tra Excellent e Very Good (anche fino a Good se parliamo di polish e symmetry).

 

La Fluorescenza

La fluorescenza è la proprietà del diamante di emettere una radiazione di luce visibile e (in genere) bluastra quando investito da raggi UV.
Circa un terzo dei diamanti esistenti presentano questa caratteristica a livelli più o meno accentuati.

Idealmente, è preferibile un diamante senza fluorescenza ad uno con fluorescenza forte. La fluorescenza è considerata infatti un elemento di disturbo, ma questo vale più sul piano teorico che su quello pratico. Gradi di fluorescenza compresi tra N (assente) e Medium non hanno alcun riflesso nell'aspetto del diamante, ne hanno però uno, se pur di lieve entità, nel prezzo. 

In buona sostanza, l'unico effetto tangibile di un diamante con fluorescenza marcata è l'emissione di una leggera luce blu quando colpito da luci UV come, per esempio, in discoteca.
Se l'acquisto fosse per investimento o bene rifugio allora un diamante senza flurescenza sarebbe preferibile, ma questo lo approfondiremo in un altro articolo.

Diamanti Trattati


E' appena il caso di precisare che in questo articolo abbiamo parlato di diamanti naturali non trattati. Esistono in commercio diamanti trattati con diverse tecnologie (laser, HPHT, etc) che non possono essere considerati naturali in senso stretto.
Sono pietre che possiamo trovare anche con certificato IGI, GIA o HRD (ma è abbastanza raro) e in questo caso il trattamento subìto deve obbligatoriamente essere indicato nel certificato.

Più spesso accade invece di imbattersi in diamanti trattati, ma spacciati per naturali o talvolta in commercianti poco seri fanno vagamente riferimento a diamanti clarity enhanced abbreviato anche in CE (clarity enhanced=purezza aumentata) che in se sembrerebbe pure una cosa positiva mentre in realtà questa dizione sta ad indicare diamanti che hanno subito trattamenti di vario tipo, sia meccanici che laser o chimici volti a ridurre o mascherare le imclusioni presenti.

I diamanti trattati hanno sempre un valore molto inferiore a quelli non trattati.

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