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Scegliere il diamante per anello solitario

L'acquisto di un diamante importante è una di quelle cose che si fanno poche volte nella vita. E' del tutto lecito perciò avere dubbi ed incertezze su cosa acquistare e che prezzi pagare.
In questa breve guida parleremo di come scegliere diamanti certificati di almeno 30 punti di carato (0.30ct) col classico taglio tondo (brillante) a 57 faccette.

La domanda che più volte viene fatta dai clienti è: "quali caratteristiche devono essere considerate con maggiore attenzione?"

Bella domanda. Se non vi fosse differenza di prezzo la risposta sarebbe: Un diamante colore D o E purezza IF/VVs1 con le 3 Ex su taglio, simmetria e finitura e fluorescenza assente. Questa è certamente la pietra ideale.

Purtroppo però la differenza c'è eccome, basti pensare che, Rapaport alla mano, un diamante D-IF da 1.00ct viene quotato $29.800, ma lo stesso diamante colore G e purezza SI1 viene indicato a $ 7.300. Quasi un terzo del prezzo!

Allora come sceglierre la nostra pietra?
A differenza di quello che normalmente viene percepito dalla maggior parte del pubblico, un diamante non deve essere totalmente puro (IF) e totalmente bianco (D) per apparire assolutamente stupendo una volta montato e facendo attenzione alla combinazione delle caratteristiche, in primis colore e purezza, si possono conseguire importanti risparmi restando sempre nell'ambito di diamanti di assoluto pregio.

  taglio rotondo (brillante)
 
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Diamanti taglio brillante
Diamanti taglio cuore
Diamanti taglio princess
Diamanti taglio smeraldo
Diamanti taglio ovale
Diamanti taglio goccia
Diamanti taglio brillante
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Diamanti taglio princess
Diamanti taglio smeraldo
Diamanti taglio ovale
Diamanti taglio goccia

 

 

Il Colore

Colori fino a H sono molto bianchi e la percezione della differenza tra un G ed un H è veramente minima. Ma anche colori come I o J appaiono come bianchi o molto bianchi una volta incassati nella montatura e si riesce a cogliere la differenza solo se messi a confronto diretto con un diamante di almeno 2/3 gradi di differenza. Stiamo parlando ovviamente di diamanti certificati dove il grado di colore riportato nel documento è vero e reale, risultato da un'analisi accurata eseguita sia visivamente che strumentalmente da un istituto terzo di indiscusso prestigio. Di qui l'importanza di rivolgere l'attenzione solo verso quei certificati che danno assoluta garanzia di correttezza ed imparzialità (IGI, GIA, HRD).

In definitiva un colore compreso tra E ed H/I risulta molto bianco e molto bello una volta incassato. Certamente, in quello di colore E il bianco sarà più intenso, ma il risparmio conseguito acquistando un H piuttosto che un E potrebbe farci propendere per il primo.

 

La Purezza 

Il ragionamento di fondo fatto per il colore vale sostanzialmente anche per la purezza. Non occorre per forza scegliere un diamante completamente puro o quasi per avere un ottimo risultato su un anello da fidanzamento. E sottolineo ottimo.

Anche qui, listino alla mano, ci rendiamo conto della notevole differenza di prezzo tra diamanti classificati nei vari gradi di purezza. In cima alla scala c'è IF (Internally Flawless) ovvero totalmente privo di qualsiasi impurità interna. In realtà la classificazione GIA prevede anche un grado sopra IF e cioè F (Flawless) instroducendo così il concetto che alcune imperfezioni esterne possano determinare una qualche differenza. Nella pratica, si parla sempre di IF per indicare il massimo grado e nè IGI nè HRD contemplano un grado maggiore.

Fatta questa precisazione, passiamo ai fatti: Le imperfezioni di un diamante certificato con grado VVs (sia 1 che 2) sono talmente di lieve entità che perfino un esperto fa fatica a localizzarle in condizioni di osservazione ottimali (quindi lente 10X o microscopio, luce daylight, sfondo nero opaco, occhio allenato).

Ma anche le imperfezioni della gradazione Vs (Very Small inclusions) sono diffici da vedere e di fatto pregiudicano il passaggio dell aluce attraverso il diamante in modo molto lieve o quasi nullo. Il risultato è che un diamante certificato Vs1 o Vs2 apparirà all'occhio dell'osservatore come totalmente privo di inclusioni.

Andando oltre, un diamante con purezza SI (Small Inclusions) è comunque privo di inclusioni importanti e tali da comprometterne la bellezza. In particolare un buon SI1 risulta comunque molto bello alla vista e solo con osservazioni strumentali si possono vedere le imperfezioni.

 

Taglio, simmetria e finitura

Come scegliere taglio finitura e simmetria?

Sono le cosidette caratteristiche secondarie di un diamante e sono indicate nei certificati come:

Ex o Excellent Eccezionale
VG o Very good Molto buono
G o Good Buono
F o Fair Accettabile
U o Unusual Non conforme

Questi sono giudizi che riassumono le tre caratteristiche sintetizzandole in una parola. Senza entrare in dettagli tecnici e complicate formule per calcolare le misurazioni e le proporzioni del diamante ideale, possiamo essere assolutamente certi del grado di "bontà" di taglio, simmetria e finitura di una pietra quando rimaniamo tra Excellent e Good (per il taglio direi tra Excellent e Very good).
Vale la pena comunque sottolineare che un buon taglio comporta una riflessione della luce verso l'osservatore che si avvicina all'ottimale. In poche parole migliore è il taglio e migliore sarà la brillantezza e la luminosità del diamante. 

 

Fluorescenza

La fluorescenza è la proprietà del diamante di emettere una radiazione di luce visibile e (in genere) bluastra se investito da raggi UV.
Circa un terzo dei diamanti esistenti presentano questa caratteristica a livelli più o meno accentuati.
Idealmente, è preferibile un diamante senza fluorescenza ad uno con fluorescenza strong blue. La fluorescenza è considerata normalmente un "elemento di disturbo", ma quasto vale più sul pianop economico che non all'atto pratico. Gradi di fluorescenza comrpesi tra N (none, nessuna) e Medium non hanno alcun riflesso nell'aspetto del diamante, ne hanno però uno, se pur di lieve entità nel prezzo. 

In buona sostanza, se non fate troppo caso ad una lieve lucentezza emessa dal diamante quando andate in discoteca, allora andate tranquillamente per un diamante con un po' di fluorescenza.
Se stessimo acquistando per investimento o bene rifugio allora un diamante senza flurescenza sarebbe preferibile, ma questo lo approfondiremo in un altro articolo.

Diamanti Trattati


E' il caso di precisare che finora abbiamo parlato di diamanti naturali non trattati. Esistono in commercio diamanti trattati con diverse tecnologie (laser, HPHT, etc) che non possono essere considerati naturali in senso stretto.
Sono pietre che possiamo trovare anche con certificato IGI, GIA o HRD (ma è abbastanza raro) e in questo caso il trattamento subito è chiaramente ed obbligatoriamente indicato nel certificato. Più spesso accade invece di imbattersi in diamanti trattati, ma venduti per naturali oppure alcuni commercianti poco seri fanno vagamente  iferimento a diamanti clarity enhanced (con purezza aumentata) che in se sembrerebbe pure una cosa positiva, in realtà questa dizione sta ad indicare diamanti con valore molto inferiore a quelli non trattati.

 

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