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Scegliere il diamante per anello solitario

L'acquisto di un solitario per promessa di matrimonio o comunque per una ricorrenza importante è una di quelle cose che si fanno poche volte nella vita. Vale la pena quindi perdere qualche minuto e leggere questa mini-guida per ottimizzare al meglio la propria scelta e risparmiare pur avendo un diamante di eccezionale bellezza al giusto prezzo.
In questa sede parliamo di diamanti certificati di almeno 30 punti di carato (0.30ct) col classico taglio tondo (brillante) a 57 faccette.

La domanda che più volte viene fatta dai clienti è: "quali caratteristiche devono essere considerate con maggiore attenzione?"

Se non vi fosse differenza di prezzo la risposta sarebbe: Un diamante colore D o E purezza IF/VVs1 con le 3 Ex su taglio, simmetria e finitura e fluorescenza assente. Questa è certamente la pietra ideale.

Purtroppo però la differenza c'è eccome, basti pensare che, Rapaport alla mano, un diamante D-IF da 1.00ct viene quotato $27.500, mentre un diamante colore G e purezza SI1 viene indicato a $ 7.800 (valori aggiornati a Maggio 2014). Una differenza enorme per due pietre apparentemente indistinguibili, soprattutto dopo montate!

Allora, come scegliere il nostro brillante e quali caratteristiche sono davvero importanti?
A differenza di quello che normalmente viene percepito dalla maggior parte del pubblico, un diamante non deve essere necessariamente puro (IF) e totalmente bianco (D) per apparire stupendo una volta montato.

Combinando le caratteristiche di colore e purezza, ma anche di taglio, e fluorescenza si possono conseguire importanti risparmi restando sempre nell'ambito di diamanti bellissimi e di assoluto pregio.

Per esempio, per un diamante da 1.00ct possiamo avere:

Diamanti taglio brillante
Diamanti taglio brillante
Diamanti taglio brillante
Caratteristiche molto elevate:
Caratteristiche elevate:
Caratteristiche medie:

 

Il Colore

Colori compresi tra E e G sono considerati estremamente elevati. Ottimi quindi per un solitario perfetto anche se si possono ottenere risultati molto buoni scendendo di qualche grado e quindi con un notevole risparmio: Colore H per esempio risulta molto bianco una volta montato e la differenza tra un G ed un H è una sfumatura difficile da cogliere anche per chi ha l'occhio allenato. Anche colori come I o J e fino a K appaiono come bianchi o molto bianchi una volta incassati nella montatura e si riesce a cogliere la differenza solo se messi a confronto diretto con un diamante di almeno 2/3 gradi più alto.

Stiamo parlando ovviamente di diamanti certificati in cui il grado di colore riportato nel documento è vero e reale, risultato da un'analisi accurata eseguita sia visivamente che strumentalmente da un istituto terzo di indiscusso prestigio. Di qui l'importanza di rivolgere l'attenzione solo verso quei certificati che danno assoluta garanzia di correttezza ed imparzialità (IGI, GIA, HRD).

In definitiva un colore compreso tra E ed H/I risulta molto bianco e molto bello una volta incassato. Certamente, in quello di colore E il bianco sarà più intenso, ma il risparmio conseguito acquistando un H piuttosto che un E potrebbe farci decidere per il primo.

 

La Purezza 

Il ragionamento fatto per il colore vale sostanzialmente anche per la purezza. Non occorre per forza scegliere un diamante completamente puro o quasi per avere un ottimo risultato su un anello solitario.

Anche qui, listino alla mano, ci rendiamo conto della notevole differenza di prezzo tra diamanti classificati nei vari gradi di purezza. In cima alla scala c'è IF (Internally Flawless) ovvero totalmente privo di qualsiasi impurità interna. In realtà la classificazione GIA prevede anche un grado sopra IF e cioè F (Flawless) instroducendo così il concetto che alcune imperfezioni esterne possano determinare una qualche differenza. Comunemente però si parla solo di IF per indicare il massimo grado e nè IGI nè HRD contemplano un grado maggiore.

Ma passiamo ai fatti: Le imperfezioni di un diamante con grado di purezza VVs (sia 1 che 2) sono talmente di lieve entità che perfino un esperto fatica a localizzarle in condizioni di osservazione ottimali (quindi lente 10X o microscopio, luce daylight, sfondo nero opaco e soprattutto occhio allenato).

Ma anche le imperfezioni della gradazione Vs (Very Small inclusions) sono diffici da vedere e di fatto non pregiudicano il passaggio della luce attraverso la pietra ed il brillio sarà ancora molto accentuato. Un diamante Vs1 o Vs2 apparirà all'occhio dell'osservatore come totalmente privo di inclusioni.

Andando oltre, un diamante con purezza SI (Small Inclusions) è comunque privo di inclusioni importanti e tali da comprometterne la bellezza. In particolare un buon SI1 risulta comunque molto bello alla vista e solo con la lente si possono vedere le imperfezioni. In un SI2 talvolta si iniziano a vedere le inclusioni anche ad occhio nudo.

Il Taglio

Dei tre giudizi sulla pietra (taglio, finitura e simmetria) il taglio è sicuramente quello più importante perchè riguarda direttamente le proporzioni delle varie faccette e quindi la capacità o meno di riflettere la luce verso l'osservatore.


Più è elevato il giudizio sul taglio e più le proporzioni del diamante si avvicinano a quelle del taglio ideale.
Un diamante ben tagliato brilla maggiormente e sviluppa le dimensioni ottimali per la propria caratura.
Ex
e VG sono da considerare valori ottimali, G accettabile.

Excellent (EX)

Le proporzioni ideali esaltano il brillio del diamante.

Very Good (VG)

Le proporzioni si avvicinano molto a quelle del taglio ideale, la brillantezza è molto buona.

Good (G)

Il diamante presenta alcuni problemi di proporzionamento (es. ampiezza eccessiva tavola, Angoli corona e padiglione non ottimali).

Fair (F)

Le proporzioni non buone influiscono negativamente sulla brillantezza (es. diamante troppo stretto o troppo largo).

Poor (P)

Gravi difetti di proporzione fanno si che la brillantezza sia fortemente compromessa.

I giudizi riassumono le tre caratteristiche sintetizzandole in una parola. Senza entrare in dettagli tecnici e complicate formule per calcolare le misurazioni e le proporzioni del diamante ideale, possiamo essere assolutamente certi del grado di "bontà" di taglio, simmetria e finitura di una pietra quando il giudizio rimane tra Excellent e Very Good (fino a Good se parliamo di polish e symmetry).

 

La Fluorescenza

La fluorescenza è la proprietà del diamante di emettere una radiazione di luce visibile e (in genere) bluastra quando investito da raggi UV.
Circa un terzo dei diamanti esistenti presentano questa caratteristica a livelli più o meno accentuati.

Idealmente, è preferibile un diamante senza fluorescenza ad uno con fluorescenza forte. La fluorescenza è considerata infatti un elemento di disturbo, ma questo vale più sul piano teorico che su quello pratico. Gradi di fluorescenza comrpesi tra N (assente) e Medium non hanno alcun riflesso nell'aspetto del diamante, ne hanno però uno, se pur di lieve entità, nel prezzo. 

In buona sostanza, l'unico effetto tangibile di un diamante con fluorescenza marcata è l'emissione di una leggera luce blu quando colpito da luci UV come, per esempio, in discoteca.
Se stessimo acquistando per investimento o bene rifugio allora un diamante senza flurescenza sarebbe preferibile, ma questo lo approfondiremo in un altro articolo.

Diamanti Trattati


E' il caso di precisare che finora abbiamo parlato di diamanti naturali non trattati. Esistono in commercio diamanti trattati con diverse tecnologie (laser, HPHT, etc) che non possono essere considerati naturali in senso stretto.
Sono pietre che possiamo trovare anche con certificato IGI, GIA o HRD (ma è abbastanza raro) e in questo caso il trattamento subito è chiaramente ed obbligatoriamente indicato nel certificato. Più spesso accade invece di imbattersi in diamanti trattati, ma venduti per naturali oppure alcuni commercianti poco seri fanno vagamente  iferimento a diamanti clarity enhanced (con purezza aumentata) che in se sembrerebbe pure una cosa positiva, in realtà questa dizione sta ad indicare diamanti con valore molto inferiore a quelli non trattati.

 

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