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Gioielli e diamanti Italiani

  • Leggere il certificato di un diamante

    Probabilmente ti sarà capitato di sentir parlare delle 4C del diamante: Cut, Carat, Colour, Clarity. Ma di fatto esiste anche una quinta C che sta per certificazione che è ancora più importante delle altre perchè ha a che fare con la garanzia che le altre quattro siano state correttamente individuate.

    Ma cos'è il certificato e come si legge? In questo breve articolo ti mostrerò delle tutto quello che c'è da sapere quando si ha in mano il certificato di un diamante.

    Perché serve il certificato?

    Ogni diamante è unico e porta con sé determinate caratteristiche che ne costituiscono "l'impronta". 

    Queste caratteristiche determinano il valore del diamante e sono descritte nel certificato, che riporta il giudizio dell'ente certificatore sul taglio (cut), purezza (clarity), caratura (carat weight), colore (colour), simmetria, finitura, fluorescenza, misure ed eventuali commenti aggiuntivi.

    Quando compri un diamante, oltre alla pietra, dovresti ricevere anche il certificato contenente il giudizio sulle caratteristiche che ho appena elencato, emesso da un esperto gemmologo con l'ausilio di un microscopio e di altri macchinari appositi.

    Ma chi ti assicura che il diamante che acquisti abbia effettivamente quelle precise caratteristiche?

    Appunto.

    Solo acquistando un diamante certificato da un ente indipendente e prestigioso sei sicuro del valore di ciò che hai in mano.

    A parole, sono molti i laboratori che si dipingono come seri, nei fatti sono pochi quelli il cui giudizio è attendibile e veritiero. Tra questi solo una manciata sono quelli riconosciuti come validi in tutto il mondo.

    Principalmente essi sono, IGI (di Anversa, non l'omonimo Italiano), GIA ed HRD.

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  • Perchè il bracciale tennis si chiama così?

    Era il 1987 quando per via dell'improvvisa apertura della chiusura la famosa tennista americana Chris Evert perse un costoso braccialetto di diamanti formato da una unica fila di brillanti durante un match degli US Open.

    La Evert chiese quindi al giudice di gara di poter sospendere l'incontro finché il prezioso gioiello non fosse stato recuperato e così fortunatamente andò.

    Da quel giorno quel particolare tipo di bracciale costituito da una fila ininterrotta di diamanti in cui anche la chiusura ne è ricoperta fu chiamato bracciale tennis.

    La tennista Chris Evert ed il bracciale tennis
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  • Le cose sul diamante che credevi di conoscere

    La premessa che molti clienti fanno quando chiamano per l'acquisto o la vendita di un diamante è: "...mi scusi sa, ma non sono esperto in diamanti..." Effettivamente quello del diamante è un mondo per certi versi poco conosciuto, talvolta circondato da un alone di mistero e parlando con la gente, si ha come l'impressione che alcune credenze infondate siano ancora molto diffuse. In questo articolo cerchiamo di sfatare alcuni miti e di fornire alcuni consigli per comprare il diamante perfetto!

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  • Costo di un diamante al carato

    Un carato è un peso significativo nel mondo dei diamanti. Una specie di soglia psicologica, un punto d'arrivo per molti e di partenza per pochi fortunati. Un carato equivale a 0,20 grammi, un peso modestissimo che può valere una fortuna.
    Ma qual è il prezzo di un diamante da 1 carato?

    La domanda come si può intuire ha una sola risposta: Dipende.


    Diamante 1 carato D-IF
    Un carato D-IF , il più prezioso

    diamante 1 carato F-Vs1
    Un carato F-VS1, la scelta ragionata

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  • Diamanti naturali, etici e sintetici

    In quest'ultima settimana di Maggio 2019, come membri di Rapaport, l'azienda multinazionale Americana che pubblica il famoso listino prezzi, abbiamo votato per esprimere il nostro parere su una questione che si fa sempre più spinosa ed attuale e che riguarda da vicino tutti gli operatori del settore ed arriva a coinvolgere anche il consumatore finale.

    Quello che è stato chiesto a tutti i partecipanti del network che ogni giorno lista diamanti per un controvalore di oltre 7 miliardi di dollari, era se i diamanti sintetici dovessero entrare a far parte dell'offerta presente nel circuito riservato agli operatori ed eventualmente con quali modalità e specifiche rispetto all'offerta di diamanti naturali.

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  • Bracciale Tennis da 10 carati

    Lo ammetto, è il bracciale tennis più prezioso che abbiamo realizzato negli ultimi tempi. Un bellissimo bracciale da 10 carati (e 40 punti per l'esattezza) con montatura in oro bianco a 4 griffes quadrate ed è un gioiello di straordinaria bellezza.

    Il tennis è un bracciale estremamente elegante composto da un'unica fila di diamanti perfettamente allineati a formare una linea luminosa che avvolge il polso delle donne più fortunate. E' il classico regalo da fare in occasione del Natale o per la nascita di un figlio ed è un po' come un punto di arrivo.... il gioiello finale cui ogni donna più o meno segretamente aspira.

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  • Parlate di colore F/G e purezza VVs2/Vs1? Ma insomma è un F o un G?

    La differenza di colore è una sfumatura

    pietre di paragone diamantiQuando si parla di colore di un diamante occorre fare innanzitutto una precisazione: Stiamo parlando comunque di diamanti definiti come bianchi (che si contrappongono ai fancy) pertanto qualsiasi riferimento al colore va inteso come maggiore o minore intensità del bianco che passa da massima (colore D) a minima intendendo che il bianco va via via scemando secondo le lettere dell’alfabeto fino ad arrivare al grado Z in cui il diamante appare decisamente giallo con il bianco che è quindi scomparso.

    I diamanti che mantengono un aspetto effettivamente bianco sono quelli con grado da D a J/K perché a partire da grado L la sfumatura di giallo si fa sempre più evidente e non si parla più di diamanti bianchi in senso stretto.

    Ma è importante sapere che tra gradi consecutivi di colore la differenza è tutt’altro che evidente, si tratta infatti di una leggerissima sfumatura difficile da cogliere anche per gli addetti ai lavori e soprattutto è in funzione anche delle condizioni di osservazione. Per esempio valutare il colore con pietra montata o senza una luce adeguata è ancora più difficile e spesso porta a conclusioni sbagliate. Questo è tanto più vero quanto più piccoli sono i diamanti.

    La classificazione analitica dei gradi di colore e/o purezza di un diamante è infatti giustificata solo a partire da una certa caratura in su perché, per esempio, al di sotto dei 30 punti di peso (0.30ct), lo stesso listino Rapaport non fa distinzione tra due classi contigue di colore e purezza pertanto D, E ed F sono raggruppati nella stessa fascia re così come G/H, I/J, K/L e così via, a coppie.

    Quando nel sito indichiamo un colore ben specifico, per esempio G, intendiamo in realtà una fascia che comprende sia F che G ed in cui G è il colore minimo garantito sotto al quale, di sicuro, non si scende.

    colori F e G

    La fascia di colore F/G

    Nella foto sono rappresentati i due colori che compongono la famosa fascia F/G.
    Una leggera differenza è visibile solo quando accostati l'uno all'altro mentre visti singolarmente appaiono entrambi come totalmente bianchi.
    Il colore è forse la caratteristica più importante di un diamante, probabilmente quella più evidente anche per chi non è esperto.
    Diamanti di colore F o G sono quelli più usati per gioielli di alta qualità anche dalle grandi firme.

    I gradi di purezza

    Purezza Vs1
    Purezza Vs1
    Purezza Vs2
    Purezza Vs2

    Analogamente a quanto accade per il colore, anche la purezza può (e secondo noi deve) essere raggruppata per classi se stiamo parlando di diamanti di piccola dimensione. Avrebbe poco senso infatti fare distinzione tra VVs1 e VVs2 per un diamante, per esempio, da 0.01ct il cui diametro è pari a 1.20mm. perché di fatto stiamo parlando dello stesso diamante.

    Inoltre, come per il colore, il giudizio sulla purezza non è un qualcosa oggettivamente determinabile, ma è sempre frutto della valutazione di chi osserva perché le inclusioni possono essere di qualsiasi forma, natura e colore e possono, entro certi limiti, assumere più o meno rilevanza a seconda di chi giudica. Ne consegue che ciò che per qualcuno può essere giudicato Vs2, per qualcun altro può essere un SI1 o viceversa ed esiste sempre questo territorio border line che rende complicato stabilire con certezza assoluta la purezza di un diamante. Questo vale talvolta anche per le certificazioni emesse da istituti prestigiosi in quanto dopotutto a valutare è sempre un essere umano.

    A noi in 18carati piace descrivere la purezza dei diamanti piccoli che montiamo, i cosiddetti “melee” (diamanti al di sotto di 0.20ct) con un criterio prudenziale ed indichiamo nei nostri certificati la purezza minima della fascia.

    Diverso il discorso quando utilizziamo diamanti che hanno un proprio certificato internazionale. In questo caso, generalmente per diamanti da 0.30ct in su, è l’istituto certificatore, più autorevole di noi, che dichiara la purezza riscontrata ed a noi non resta che replicare tale giudizio nel nostro certificato.

    Colori e purezze usati in gioielleria

    Talvolta capita che un cliente chieda modificare un gioiello e voglia montare una qualità più alta di colore o purezza.

    Riceviamo a volte infatti la richiesta di montare D-IF quindi colore e purezza al massimo grado.

    E’ una richiesta legittima per carità, ma è doveroso osservare che la combinazione D-IF è realmente difficile da selezionare proprio per i motivi sopra detti e tra l’altro non porterebbe alcun beneficio reale al gioiello. Il risultato finale sarebbe infatti esattamente come se avessimo montato un VVs colore F fatta eccezione per un aggravio di costo notevole tale da far praticamente raddoppiare il prezzo finale.

    In gioielleria, anche volendo considerare la parte di essa che riguarda gioielli di grande pregio, quasi mai si sale sopra purezza VVs e colore E/F che costituisce di fatto un livello altissimo mentre quasi tutta la gioielleria con diamanti posta in vendita dalle grandi catene è realizzata con diamanti di purezza SI e colore non superiore a G.

    Occorre però fare una precisazione: E’ un dato di fatto che il consumatore finale non ha alcun modo semplice e rapido per controllare la reale purezza e colore dei diamanti montati in un gioiello (stiamo sempre parlando di diamanti piccoli/molto piccoli senza certificazione internazionale) e questa circostanza fa si che talvolta chi vende è portato ad essere un po’ “ottimista” circa caratteristiche dei propri diamanti.

    Capita più spesso di quanto si possa immaginare che vengono descritti come fatti con diamanti di colore e purezza elevatissimi gioielli che invece non lo sono traendo in qualche modo in inganno il consumatore il quale non ha oggettivamente alcun modo di verificare. Occorrerebbe infatti smontare la o le pietre per stabilire con certezza le effettive caratteristiche, ma ciò comporterebbe la distruzione del gioiello.

    Il colore di un diamante si valuta a pietra sciolta, col luce naturale daylight con l’ausilio di pietre di paragone ben sequenziate appoggiate su cartoncino bianco. Quello riportato nella foto in alto è un set di pietre di paragone che usiamo per classificare il colore dei diamanti. Colore D non è indicato perché se superiore ad E significa che è automaticamente un D.

    Pertanto il consiglio è di fare molta attenzione quando viene proposto un gioiello con diamanti di colore e purezza ai massimi gradi se non dotato di certificazione attendibile come IGI, GIA o HRD ed è bene tener presente che salvo rari (e costosissimi) casi, colori come D/E e purezze IF/VVs1 sono riservati a pietre da investimento di grandi dimensioni, essendo estremamente antieconomico e quindi improbabile un loro utilizzo in gioielleria.

  • Trilogy, come si forma il prezzo del famoso anello

    un anello trilogy con diamanti

    Il trilogy è uno dei gioielli più venduti, apprezzato in particolar modo dalle donne Italiane per il suo significato di passato, presente e futuro.

    Un trilogy viene spesso regalato per anniversari, compleanni o a Natale e come suggerisce il nome è formato da 3 diamanti, generalmente tutti della stessa caratura, più raramente il diamante centrale è più grande, mai più piccolo. In un trilogy le pietre devono avere le stesse caratteristiche di colore e purezza altrimenti si potrebbero notare differenze essendo i diamanti posizionati uno accanto all'altro.

    Per questo quando si va a selezionare una tripletta di pietre per un trilogy occorre fare un'accurata selezione e possibilmente calibrare le pietre al centesimo di millimetro perchè alla stessa caratura non corrisponde automaticamente lo stesso diametro alla cintura.

     

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  • Guida alla scelta del diamante ideale

    Scegliere un diamante

    La scelta di un diamante per anello solitario, orecchini o punto luce è un passo importante, di quelli che si fanno poche volte nella vita e quindi è legittimo avere qualche dubbio su cosa acquistare e su quale sia la giusta quotazione per una determinata qualità di diamante.

    Cominciamo col dire che a partire da 0.3 carati in su la cosa veramente importante è acquistare un diamante che sia stato certificato da un ente terzo non coinvolto nella vendita.

    Questo è un punto di fondamentale importanza perché se il diamante non è certificato dobbiamo per forza fidarci del venditore... un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.

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  • Anello solitario - quale montatura?

    La funzione delle griffes

    montatura valentino

    Un "valentino" a 4 griffes

    Apriamo questa sezione dedicata al mondo degli anelli solitari (detti anche da fidanzamento) per parlare di un aspetto importante, ma spesso poco conosciuto relativo alla forma della montatura. In particolare parliamo di castone e di griffes che sono rispettivamente la parte dell'anello che ospita il diamante ed i "braccetti" che trattengono ed assicurano la pietra al castone.

    Non tutti sanno che la montatura oltre ad avere la ovvia funzione di trattenere saldamente il diamante, se è ben progettata e ben proporzionata, influisce in modo determinante sulla bellezza di un anello solitario. I diamanti infatti brillano non per qualche strana proprietà intrinseca, ma in quanto riescono a riflettere verso l'osservatore una grande quantità di luce amplificata dalle numerose faccette lucidate a specchio (ben 57 in un taglio tondo brillante).

    L'anello nell'immagine qui a lato per esempio è un classico 4 griffes girate, detto anche "Valentino". Si tratta di un "ever green" sobrio ed elegante che valorizza fortemente qualsiasi diamante, anche quelli non proprio bellissimi perché è una montatura poco invasiva che permette alla luce solare di arrivare facilmente alla pietra in gran quantità.

    In fondo il segreto per un bellissimo solitario è proprio questo: Lasciare che il diamante sia il più possibile attraversato dalla luce.

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