Diamanti naturali, etici e sintetici

Nel Maggio 2019, in qualità di membri di Rapaport, l’azienda multinazionale Americana che pubblica il famoso listino prezzi dei diamanti, abbiamo avuto l’opportunità di votare per esprimere il nostro parere su una questione che si fa sempre più spinosa ed attuale e che riguarda da vicino tutti gli operatori del settore ed arriva a coinvolgere anche il consumatore finale.

Quello che è stato chiesto a tutti i partecipanti del network che ogni giorno lista diamanti per un controvalore di oltre 7 miliardi di dollari, era se i diamanti sintetici dovessero entrare a far parte dell’offerta presente nel circuito riservato agli operatori ed eventualmente con quali modalità e specifiche rispetto all’offerta di diamanti naturali.

Cosa sono i diamanti sintetici

La presenza di diamanti sintetici nel mercato sta diventando sempre più massiccia, favorita anche dalla continua discesa del costo di produzione che si è attestato ormai tra i 300 e 500 dollari a carato con una prospettiva di ulteriori ribassi in futuro. La spinta a creare una quantità sempre maggiore di diamanti sintetici origina da vari campi di utilizzo e non solo dal settore gioielleria.

Ma cosa sono esattamente i diamanti sintetici?

Per prima cosa occorre dire che un diamante sintetico è composto dello stesso materiale di uno naturale estratto in miniera e cioè carbonio. La disposizione del reticolo cristallino è pure identica è ciò determina una sostanziale uguaglianza del sintetico al naturale.

La differenza, importantissima a livello di prezzo, sta nel fatto che il sintetico è creato artificialmente in laboratorio (da qui il termine inglese lab grown diamonds) attraverso due principali tecnologie che sono HPHT (high-pressure high-temperature) e CVD (chemical vapor deposition).

Il diamante sintetico viene creato sotto forma di grezzo e viene quindi lavorato esattamente come uno naturale. Nel caso dei diamanti da gioielleria o investimento viene quindi tagliato con le stesse tecniche con cui si tagliano e rifiniscono i diamanti naturali.

Esiste tutta una serie di impieghi in vari settori che vedremo concretizzarsi negli anni a venire e che spaziano dai computer quantistici, ai laser ad alta potenza per arrivare fino alle biotecnologie. Gli ingenti fondi che aziende e governi stanziano in questi settori stimolano fortemente la produzione di diamanti sintetici con tecnologie sempre migliori e più economiche.

Il diamante sintetico in gioielleria

Negli ultimi anni il diamante sintetico ha fatto il suo ingresso anche in gioielleria ed una quantità sempre maggiore di essi viene impiegata per la produzione di anelli solitari, punti luce ed altri gioielli.

Ciò, come si può ben immaginare, sta generando problematiche inedite che riguardano sostanzialmente la netta differenza di prezzo tra il diamante naturale e quello sintetico a favore di quest’ultimo.

Diciamo subito però che dal punto di vista commerciale è obbligatorio dichiarare la provenienza non naturale di un sintetico per distinguerlo (giustamente) da uno naturale. Qui, però, iniziano i problemi, perché molti gioielli che si trovano in commercio non hanno un vero e proprio certificato e quando va bene sono dotati di un foglietto scritto a penna dal venditore che reca la descrizione generica “diamanti” senza specificare altro. Facciamo attenzione quindi a certificati che parlano genericamente di diamante, perché potrebbe trattarsi di un sintetico. Un diamante “vero” deve essere descritto come diamante naturale.

I sostenitori del diamante sintetico lo stanno promuovendo facendo passare il messaggio che ” … è identico a quello naturale, addirittura più etico e costa sensibilmente meno”. L’affermazione è in parte vera e fa leva sul fatto che per produrre il sintetico non occorre usare la manodopera spesso sottopagata di molti paesi produttori.

D’altro canto però si può facilmente ribattere che la produzione di diamanti sintetici non contribuisce in alcun modo allo sviluppo sostenibile dei territori in cui si estrae il prodotto naturale, perché la produzione avviene in laboratori avanzati di paesi già economicamente sviluppati.

Ma circa l’aspetto etico c’è dell’altro: Un recente studio ha evidenziato come l’emissione di CO2 per la produzione di un carato di diamanti tagliati raggiunga i 160Kg mentre per ottenere il corrispettivo di diamanti sintetici si arriva a circa 500Kg (fonte Truecost.com).

Diamante naturale
Diamante naturale: Colore azzurro
Diamante sintetico
Diamante sintetico: Colore giallo

Il valore di un diamante

Anche se da un punto di vista chimico sintetico e naturale sono identici (beh non proprio identici in tutto), il vero grande problema dei diamanti sintetici è che mancano di una qualità di fondamentale importanza che ne determina la quotazione ed il valore nel tempo. Questa è la scarsità.

Essendo la disponibilità di diamante sintetico virtualmente illimitata, il loro valore è destinato automaticamente ed inesorabilmente a scendere nel tempo di pari passo con l’avanzare delle tecnologie produttive e con l’ingresso di nuovi produttori.

Negli Stati Uniti dove la diffusione del diamante sintetico è iniziata prima ed è molto maggiore rispetto all’Italia, molti gioiellieri stanno proponendo il sintetico come valida alternativa al naturale perché sostanzialmente identico, ma assai più economico rispetto ad esso.

In questo modo però non stanno dicendo al cliente tutta la verità perché omettono di dire che mentre il prodotto scavato in miniera ha la naturale ed intrinseca tendenza a mantenere ed addirittura incrementare il valore nel tempo, il sintetico al contrario è destinato a costare sempre di meno per il motivo appena detto.

E’ facile a questo punto immaginare il disappunto di chi acquistasse oggi un diamante sintetico da 1 carato a 4.000 euro credendo di fare un affare per poi ritrovare lo stesso diamante dopo un paio di anni nella vetrina della gioielleria a 2.000 o addirittura a 500 euro.

Il diamante è un sogno

Ma c’è anche un altro aspetto, se vogliamo più sottile e psicologico che riguarda la sfera dei sentimenti, ma non per questo meno importante. Prendiamo ad esempio un anello di fidanzamento con diamante. Quando un uomo regala un diamante ad una donna, dietro il gesto c’è molto più della semplice consegna di un bene prezioso e di valore: Quel diamante trascende il mondo fisico incorporando emozioni profonde e significati che vanno ben al di là del prezzo pagato.

Esattamente come il valore di una fede nuziale è immensamente più alto del proprio contenuto in oro, allo stesso modo la donna a cui viene regalato un diamante non riceve solo un bel gioiello da indossare e mostrare alle amiche. Riceve la promessa di essere lì per lei, per il resto della vita. Il ragionamento che probabilmente farà è: “…mi ama a tal punto che ha speso così tanto per me”.

Una parte fondamentale del sogno di regalare un diamante sta proprio nel fatto che ci piace pensare di donare e ricevere qualcosa che abbia un alto valore intrinseco e soprattutto che tale valore possa mantenersi per sempre.

Il diamante sintetico, non solo non ha questa caratteristica, ma, al contrario, perderà sicuramente valore col passare del tempo.

Ecco quindi palesarsi tutta la contraddizione intrinseca del diamante sintetico che viene proposto e promosso unicamente facendo leva su un prezzo più basso riducendo tutto l’universo di sentimenti ed emozioni che ruotano attorno al sogno di un diamante ad un mero calcolo di convenienza economica.

Allora tanto vale regalare del contante alla propria futura sposa, ma nessuno si sognerebbe mai di farlo, no?

Noi a 18Carati, a questo punto si sarà capito, abbiamo scelto di trattare solo diamanti naturali, quelli faticosamente estratti in miniera e non quelli creati da macchine in laboratorio, abbiamo deciso di portare avanti il sogno…

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