Leggere il certificato di un diamante

Probabilmente ti sarà capitato di sentir parlare delle 4C del diamante: Cut, Carat, Colour, Clarity. Ma di fatto esiste anche una quinta C che sta per certificazione che è ancora più importante delle altre perchè ha a che fare con la garanzia che le altre quattro siano state correttamente individuate.

Ma cos’è il certificato e come si legge? In questo breve articolo ti mostrerò delle tutto quello che c’è da sapere quando si ha in mano il certificato di un diamante.

Perché serve il certificato?

Ogni diamante è unico e porta con sé determinate caratteristiche che ne costituiscono “l’impronta”. Queste caratteristiche determinano il valore del diamante e sono descritte appunto nel certificato, che riporta il giudizio dell’ente certificatore sul taglio (cut), purezza (clarity), caratura (carat weight), colore (colour), simmetria, finitura, fluorescenza, misure ed eventuali commenti aggiuntivi.

Quando compri un diamante, oltre alla pietra, dovresti ricevere anche il certificato contenente il giudizio sulle caratteristiche che ho appena elencato, emesso da un esperto gemmologo con l’ausilio di un microscopio e di altri macchinari appositi.

Ma chi ti assicura che il diamante che acquisti ha effettivamente quelle precise caratteristiche?

Appunto.

Solo acquistando un diamante certificato da un ente indipendente e prestigioso sei sicuro del valore di ciò che hai in mano. A parole, sono molti i laboratori che si dipingono come seri, nei fatti sono pochi quelli il cui giudizio è attendibile e veritiero. Una manciata quelli riconosciuti come validi in tutto il mondo.

Essi sono, IGI (di Anversa, non l’omonimo IGI Italiano), GIA e HRD.

Le voci del certificato

Ogni certificato emesso da da uno di questi 3 laboratori conterrà almeno tutte le seguenti voci:

  1. Ente certificatore
  2. Numero del certificato
  3. La forma del diamante
  4. Le 4C (Carat, Color, Clarity, Cut)
  5. Simmetria e finitura
  6. Proporzioni della pietra e fluorescenza
  7. Laseratura (se presente)
  8. Diagramma della pietra

Commentiamo insieme questo diamante...

Prendiamo come esempio un bellissimo diamante certificato da IGI Anversa, ma la descrizione e le singole voci sarebbero le stesse anche per GIA e HRD

1) Ente certificatore

Come dicevamo, si tratta di un punto nodale nella scelta della pietra. Una certificazione proveniente dal “gioielliere di fiducia” e scritta su un pizzino non ha alcuna autorevolezza.

2) Numero del certificato

Ogni certificato è contraddistinto da un numero seriale che lo distingue da tutti gli altri. Quasi tutti i diamanti, inoltre, contengono inciso, a laser, questo numerino nella cintura. Tramite numero del certificato possiamo anche verificare se realmente esiste un diamante con tale certificato tramite la consultazione libera via internet dei database che i vari enti certificatori mettono a disposizione di tutti.

3) Descrizione materiale e forma

Elemento di fondamentale importanza, perché consente di fare una prima fondamentale distinzione tra diamante naturale e diamante sintetico. Quest’ultimo infatti (lab-grown) non potrà mai contenere la scritta natural, sarebbe infatti un reato gravissimo far passare un diamante sintetico per uno naturale. Di qui la necessaria precisazione che, nel caso di IGI si manifesta anche con un diverso colore di sfondo del certificato (celeste per i naturali, giallo per i diamanti sintetizzati in laboratorio)

4) Le 4C

Nel caso rappresentato, siamo di fronte ad un diamante praticamente perfetto, con valori molto alti sia nel colore che nella purezza. La caratura importante (1 ct) rende questa pietra un’ottima scelta qualsiasi sia lo scopo dell’acquisto. Tuttavia, nel caso si trattasse di un diamante da montare in un anello, si potrebbe ottenere lo stesso risultato anche selezionando una gradazione di purezza leggermente inferiore.

Le famose 4C ci raccontano in sintesi i punti salienti del diamante ovvero la caratura, il colore, la purezza e la qualità del taglio (esattamente in questo ordine dal più importante al meno). Nel caso in esempio le 4C sarebbero: 1.00ct, G, VVs1, Excellent

La purezza è la “misura” delle piccole imperfezioni o impurità presenti, createsi durante il processo di formazione della pietra. Si tratta di minuscole inclusioni per lo più invisibili ad occhio nudo che però possono determinare notevoli differenze a livello di prezzo. Un diamante uguale a quello in questione, ma con clarity IF (internally flawless) che è al top della scala della purezza avrà un prezzo superiore a questo. Secondo la stessa logica un SI1 costerà meno rispetto ad un VVs1 anche se la differenza apprezzabile ad occhio nudo è veramente minima. Questo è un piccolo, ma prezioso segreto che ti aiuterà nella scelta del diamante perfetto.

5) Giudizio sintetico su simmetria e finitura

Insieme a quello sul taglio (cut) che fa parte delle 4C, questa voce determina se un diamante è triple excellent oppure no. La finitura è un giudizio che indica quanto ben rifinita e levigata è la superficie di ogni singola faccetta del diamante. Se le faccette sono pulite e lisce, agendo come piccoli “specchietti” rifletteranno in maniera ottimale la luce. Se è vero che la finitura è un elemento importante della pietra, è altrettanto vero che la differenza tra un excellent e un very good polish è assolutamente indistinguibile e un minor grado non inficia in nessun modo nella brillantezza finale. La simmetria, invece rappresenta una valutazione sulla posizione e sull’allineamento delle faccette del diamante l’una rispetto all’altra. Come nel caso della finitura differenza tra i tre gradi possibili: Excellent, Very Good e Good non determina grandi variazioni di valore (a differenza del giudizio sul taglio).

6) Proporzioni del diamante, percentuale tavola e cintura

Le proporzioni del diamante rappresentano la misura della tavola (table), della larghezza (width) e dell’ altezza (depth) del diamante. Quando le proporzioni sono ottimali, la pietra riflette in maniera perfetta la luce verso l’osservatore offrendo una brillantezza unica. Al contrario se il diamante è troppo alto rispetto alla larghezza, ad esempio, risulta meno brillante e più’ opaco. Dopo secoli di taglio di diamanti verso i primi del ‘900 si è arrivati a determinare quelle che sono le misure ottimali per una pietra e, naturalmente, chiunque si appresti a tagliare un diamante cerca di attenersi a queste proporzioni, grezzo permettendo.

All’interno di questa voce, troviamo anche la percentuale di tavola, rispetto al diametro della pietra. Si esprime in percentuale perché rappresenta il rapporto fra tavola e diametro totale. Tutto ciò che rientra nella forbice 55% – 62-63% è da considerarsi ottimale.

L’ultimo fattore che influenza il giudizio sul taglio è lo spessore della cintura (girdle thickness) che dovrebbe restare tra thin e slightly thick.

7) Laseratura

Quando il diamante ha l’incisione laser del numero del certificato incisa sulla cintura, questo è menzionato nel certificato. La laseratura è importante per poter riscontrare immediatamente un diamante col proprio certificato anche in caso venga estratto dal blister per essere montato su un anello, per esempio.

La laseratura è visibile solo con l’aiuto di un microscopio o di una lente a 20 o più ingrandimenti

8) Diagramma del diamante

I certificati esistono di due tipi che sono equivalenti, ma recano una piccola differenza. Nei certificati in formato esteso è presente anche il diagramma del diamante ovvero la sua rappresentazione grafica con vista dalla parte superiore o tavola (a sinistra) e dalla parte inferiore o padiglione (a destra). Nel diagramma troviamo la rappresentazione delle eventuali inclusioni in colore rosso se si trovano all’interno del diamante ed in verde se situate nella superficie esterna.

Nel caso in esempio, non vediamo nulla perché il diamante è un VVs1 quindi estremamente puro e privo di inclusioni, che comunque se esistessero, sarebbero apprezzabili solo con l’uso di un microscopio.

Conclusione

Leggendo questo articolo, spero tu abbia compreso la differenza tra acquistare un diamante accompagnato da un certificato serio ed indipendente rispetto ad uno di cui non sai nulla. Il tuo diamante necessita di un certificato altrimenti non saprai mai esattamente se la pietra che stai comprando corrisponde effettivamente a ciò che il venditore dice di essere.

Per questo in 18carati offriamo solo ed esclusivamente pietre certificate da IGI, GIA o HRD. Per un consiglio sulla pietra da scegliere, contattaci via mail, telefono o whatsapp.