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Gioielli e diamanti Italiani

  • Il cestino Italiano

    Un contorno di diamanti

    Quello che per gli addetti ai lavori viene comunemente detto “cestino” definisce un tipo di lavorazione particolarmente adatta ad incastonare le pietre di colore come Zaffiro, Rubino e Smeraldo, ma anche Acquamarine.

    La struttura prevede al centro la pietra principale circondata da almeno un giro (più raramente due) di diamanti che formano un contorno seguendo il profilo della pietra centrale che è a taglio ovale nella grande maggioranza dei casi, ma può essere anche ottagonale, a cuore, etc

    Si tratta di un gioiello molto classico, un “ever green” che riesce ad esaltare la bellezza di una pietra tramite il contrasto colore/bianco.

    La tecnica dell'incassatura in stucco

    Questo stupendo rubino birmano da 1.32ct dal colore vivido sangue di piccione viene incastonato in un cestino con 12 diamanti di altissima qualità (F-Vs1).
    Per eseguire l'incastonatura delle pietre la montatura viene bloccata nello stucco seguendo una lavorazione artigianale tipica della gioielleria Italiana di altissimo livello. Lo stucco impedisce alle griffes di fare il temutissimo "effetto molla", bestia nera di tutti gli incassatori perché quando si va a chiudere la griffe, il metallo deve piegarsi esattamente nel punto stabilito. Senza la presenza di un materiale di contenimento come lo stucco la griffe che è costituita di oro bianco 750 trafilato si fletterebbe senza piegarsi completamente impedendo così di fermare saldamente la pietra.

    La lavorazione a filo della montatura è molto pregiata e si contrappone nettamente a quella in microfusione che, pur essendo perfetta per altri tipi di gioiello, non si addice particolarmente al cestino per via della difficoltà a lucidare il metallo nella parte interna.

    Esaltare la bellezza di una pietra

  • Leggere il certificato di un diamante

    Probabilmente ti sarà capitato di sentir parlare delle 4C del diamante: Cut, Carat, Colour, Clarity. Ma di fatto esiste anche una quinta C che sta per certificazione che è ancora più importante delle altre perchè ha a che fare con la garanzia che le altre quattro siano state correttamente individuate.

    Ma cos'è il certificato e come si legge? In questo breve articolo ti mostrerò delle tutto quello che c'è da sapere quando si ha in mano il certificato di un diamante.

     

    Perché serve il certificato?

    Ogni diamante è unico e porta con sé determinate caratteristiche che ne costituiscono "l'impronta". 

    Queste caratteristiche determinano il valore del diamante e sono descritte nel certificato, che riporta il giudizio dell'ente certificatore sul taglio (cut), purezza (clarity), caratura (carat weight), colore (colour), simmetria, finitura, fluorescenza, misure ed eventuali commenti aggiuntivi.

    Quando compri un diamante, oltre alla pietra, dovresti ricevere anche il certificato contenente il giudizio sulle caratteristiche che ho appena elencato, emesso da un esperto gemmologo con l'ausilio di un microscopio e di altri macchinari appositi.

    Ma chi ti assicura che il diamante che acquisti abbia effettivamente quelle precise caratteristiche?

    Appunto.

    Solo acquistando un diamante certificato da un ente indipendente e prestigioso sei sicuro del valore di ciò che hai in mano.

    A parole, sono molti i laboratori che si dipingono come seri, nei fatti sono pochi quelli il cui giudizio è attendibile e veritiero. Tra questi solo una manciata sono quelli riconosciuti come validi in tutto il mondo.

    Principalmente essi sono, IGI (di Anversa, non l'omonimo Italiano), GIA ed HRD.

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  • Perchè il bracciale tennis si chiama così?

    Era il 1987 quando per via dell'improvvisa apertura della chiusura la famosa tennista americana Chris Evert perse un costoso braccialetto di diamanti formato da una unica fila di brillanti durante un match degli US Open.

    La Evert chiese quindi al giudice di gara di poter sospendere l'incontro finché il prezioso gioiello non fosse stato recuperato e così fortunatamente andò.

    Da quel giorno quel particolare tipo di bracciale costituito da una fila ininterrotta di diamanti in cui anche la chiusura ne è ricoperta fu chiamato bracciale tennis.


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  • Le cose sul diamante che credevi di conoscere

    La premessa che molti clienti fanno quando chiamano per l'acquisto o la vendita di un diamante è: "...mi scusi sa, ma non sono esperto in diamanti..." Effettivamente quello del diamante è un mondo per certi versi poco conosciuto, talvolta circondato da un alone di mistero e parlando con la gente, si ha come l'impressione che alcune credenze infondate siano ancora molto diffuse. In questo articolo cerchiamo di sfatare alcuni miti e di fornire alcuni consigli per comprare il diamante perfetto!

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  • Costo di un diamante al carato

    Un carato è un peso significativo nel mondo dei diamanti. Una specie di soglia psicologica, un punto d'arrivo per molti e di partenza per pochi fortunati. Un carato equivale a 0,20 grammi, un peso modestissimo che può valere una fortuna.
    Ma qual è il prezzo di un diamante da 1 carato?

    La domanda come si può intuire ha una sola risposta: Dipende.


    Un carato D-IF , il più prezioso

    Un carato F-VS1, la scelta ragionata

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  • Diamanti naturali, etici e sintetici

    Nel Maggio 2019, in qualità di membri di Rapaport, l'azienda multinazionale Americana che pubblica il famoso listino prezzi dei diamanti, abbiamo avuto l'opportunità di votare per esprimere il nostro parere su una questione che si fa sempre più spinosa ed attuale e che riguarda da vicino tutti gli operatori del settore ed arriva a coinvolgere anche il consumatore finale.

    Quello che è stato chiesto a tutti i partecipanti del network che ogni giorno lista diamanti per un controvalore di oltre 7 miliardi di dollari, era se i diamanti sintetici dovessero entrare a far parte dell'offerta presente nel circuito riservato agli operatori ed eventualmente con quali modalità e specifiche rispetto all'offerta di diamanti naturali.

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  • Bracciale Tennis da 10 carati

    Lo ammetto, è il bracciale tennis più prezioso che abbiamo realizzato negli ultimi tempi. Un bellissimo bracciale da 10 carati (e 40 punti per l'esattezza) con montatura in oro bianco a 4 griffes quadrate ed è un gioiello di straordinaria bellezza.

    Il tennis è un bracciale estremamente elegante composto da un'unica fila di diamanti perfettamente allineati a formare una linea luminosa che avvolge il polso delle donne più fortunate. E' il classico regalo da fare in occasione del Natale o per la nascita di un figlio ed è un po' come un punto di arrivo.... il gioiello finale cui ogni donna più o meno segretamente aspira.

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  • Parlate di colore F/G e purezza VVs2/Vs1? Ma insomma è un F o un G?

    La differenza di colore è una sfumatura

    Quando si parla di colore di un diamante occorre fare innanzitutto una precisazione: Stiamo parlando comunque di diamanti definiti come bianchi (che si contrappongono ai fancy) pertanto qualsiasi riferimento al colore va inteso come maggiore o minore intensità del bianco che passa da massima (colore D) a minima intendendo che il bianco va via via scemando secondo le lettere dell'alfabeto fino ad arrivare al grado Z in cui il diamante appare decisamente giallo con il bianco che è quindi scomparso.

    I diamanti che mantengono un aspetto effettivamente bianco sono quelli con grado da D a J/K perché a partire da grado L la sfumatura di giallo si fa sempre più evidente e non si parla più di diamanti bianchi in senso stretto.

    Ma è importante sapere che tra gradi consecutivi di colore la differenza è tutt'altro che evidente, si tratta infatti di una leggerissima sfumatura difficile da cogliere anche per gli addetti ai lavori e soprattutto è in funzione anche delle condizioni di osservazione. Per esempio valutare il colore con pietra montata o senza una luce adeguata è ancora più difficile e spesso porta a conclusioni sbagliate. Questo è tanto più vero quanto più piccoli sono i diamanti.

    La classificazione analitica dei gradi di colore e/o purezza di un diamante è infatti giustificata solo a partire da una certa caratura in su perché, per esempio, al di sotto dei 30 punti di peso (0.30ct), lo stesso listino Rapaport non fa distinzione tra due classi contigue di colore e purezza pertanto D, E ed sono raggruppati nella stessa fascia re così come G/H, I/J, K/L e così via, a coppie.

    Quando nel sito indichiamo un colore ben specifico, per esempio G, intendiamo in realtà una fascia che comprende sia F che G ed in cui G è il colore minimo garantito sotto al quale, di sicuro, non si scende.

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  • Trilogy, come si forma il prezzo del famoso anello

    Il trilogy è uno dei gioielli più venduti, apprezzato in particolar modo dalle donne Italiane per il suo significato di passato, presente e futuro.

    Un trilogy viene spesso regalato per anniversari, compleanni o a Natale e come suggerisce il nome è formato da 3 diamanti, generalmente tutti della stessa caratura, più raramente il diamante centrale è più grande, mai più piccolo. In un trilogy le pietre devono avere le stesse caratteristiche di colore e purezza altrimenti si potrebbero notare differenze essendo i diamanti posizionati uno accanto all'altro.

    Per questo quando si va a selezionare una tripletta di pietre per un trilogy occorre fare un'accurata selezione e possibilmente calibrare le pietre al centesimo di millimetro perchè alla stessa caratura non corrisponde automaticamente lo stesso diametro alla cintura.

     

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  • Guida alla scelta del diamante ideale

    Scegliere un diamante

    La scelta di un diamante per anello solitario, orecchini o punto luce è un passo importante, di quelli che si fanno poche volte nella vita e quindi è legittimo avere qualche dubbio su cosa acquistare e su quale sia la giusta quotazione per una determinata qualità di diamante.

    Cominciamo col dire che a partire da 0.3 carati in su la cosa veramente importante è acquistare un diamante che sia stato certificato da un ente terzo non coinvolto nella vendita.

    Questo è un punto di fondamentale importanza perché se il diamante non è certificato dobbiamo per forza fidarci del venditore... un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.

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