Taglio radiant

Il diamante taglio radiant

diamante taglio radiant

Il taglio radiant diventa popolare a partire dagli anni ’80 ed è veramente all’altezza del proprio nome: Grazie alla particolare conformazione delle faccette appare straordinariamente luminoso e brillante irraggiando luce in ogni direzione. Henry Grossbard ideò questa forma nel 1977 allo scopo di combinare le sfaccettature tipiche del taglio brillante rotondo con la forma ottagonale ad angoli smussati propria del taglio smeraldo. Il radiant è molto usato per tagliare diamanti fancy colorati, ma attualmente viene usato sempre di più anche anche nel diamante bianco per solitari e anelli da fidanzamento.

Una caratteristica singolare del radiant è che appare più grande della maggior parte degli altri diamanti dello stesso peso in carati.

La tavola (la faccetta superiore del diamante) è in realtà leggermente più piccola di quella di un diamante tagliato a brillante di uguale peso, tuttavia la lunga diagonale del taglio radiante inganna l’occhio e lo fa sembrare più grande di quanto non sia in realtà. Quando Grossbard progettò il taglio, infatti, lo fece con l’obiettivo di creare una forma che apparisse il più grande possibile. Diversamente da quello che era l’approccio tipico dell’epoca, l’obiettivo dell’inventore fu quello di far risaltare la bellezza naturale di ogni diamante, piuttosto che tagliarlo per massimizzare il peso (ricordiamo infatti che i diamanti sono venduti un tot a carato).

Nel processo di taglio del diamante radiant si utilizza una grande percentuale del diamante grezzo originale, riducendo pertanto al minimo lo spreco di materiale. Ciò implica che il prezzo di un diamante radiant è in alcuni casi leggermente inferiore a parità di caratura rispetto ad altre forme com per esempio il taglio brillante. La sua convenienza unita alla sua splendida brillantezza è precisamente ciò che spinge molti clienti a sceglierlo come solitario insolito ed innovativo.

Come per le altre forme, il radiant segue la classificazione di purezza tipica dei diamanti, con il grado di purezza che rappresenta quanto la pietra sia priva di impurità interne.

Non ci stancheremo mai di ripetere come le impurità di una pietra di grado VS2 o anche SI1 siano quasi sempre assolutamente invisibili ad occhio nudo persino per un esperto abituato a vedere diamanti.

Un consiglio utile nel caso del radiant è che si può trovare un ottimo compromesso tra prezzo e qualità scendendo un po’ di purezza, fino ad arrivare tranquillamente a SI2. La motivazione sta nel fatto che grazie alle numerose faccette e angolature, il radiant restituisce un effetto che gli anglosassoni definiscono “crushed ice” letteralmente ghiaccio tritato. Questo implica che eventuali inclusioni ed imperfezioni, anche se di colore scuro, vengono egregiamente cammuffate dal notevole brillio sprigionato da questa particolare forma.

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