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Diamanti e gioielli

Diamanti e gioielli

  • Dove sono le miniere di diamanti più grandi del mondo? Scopriamo quella di Mirny

    Le dieci miniere di diamanti più grandi del mondo contengono una ricchezza enorme: più di un miliardo di carati di pietre preziose.

    Ci sono soltanto trentotto miniere di diamanti note in tutto il mondo. Le più grandi e le più produttive sono di proprietà delle più importanti aziende nel settore diamantifero, De Beers in primis, che di solito ne curano anche la gestione, la produzione e la vendita all’ingrosso.
    I diamanti grezzi che vengono estratti dalle compagnie minerarie vengono ordinati e classificati a seconda delle diverse qualità e vengono poi venduti o messi all’asta per i produttori, i tagliatori di diamanti e i gioiellieri.

    Il paese che fa la parte del leone nell’estrazione di diamanti è la Russia, patria di metà dei più grandi depositi mondiali. Mentre a seguire troviamo un paese africano: il Botswana.


    Andiamo a scoprire quella di Mirny, in Siberia Orientale, dove esiste un’enorme voragine considerata la miniera di diamanti più grande del mondo.
    E’ una cittadina di 38.000 abitanti situata nella Repubblica Autonoma della Jacuzia.
    Profonda 525 metri, con un diametro del foro di 1200 metri, questa enorme voragine, che si è aggiudicata il soprannome di “ombelico del mondo”, venne scoperta il 13 giugno 1955 dai geologi Yuri Kjabardin, che per questa scoperta, nel 1957, ottenne il Premio Lenin, assieme a Ekaterina Elagina e Viktor Avdeenko, durante la spedizione di grandi dimensioni Amakinsky in Yakut ASSR.
    Se date un’occhiata su Google maps, la miniera di diamanti apparirà una grande voragine simile a quella dei deserti ma ovviamente l’importante è il suo contenuto: tantie pietre preziose

  • Il bracciale tennis è il simbolo di amore per eccellenza

    La classica eleganza di un bracciale tennis con diamanti, un gioiello senza tempo da indossare con ogni look, di giorno e di sera, per dare un tocco di luce e bellezza

    I bracciali tennis con diamanti sono un gioiello di classe, adatto per le donne più raffinate e molto amato anche dagli uomini. Il loro segreto si nasconde proprio nella loro semplice bellezza: la linea pulita ed essenziale si accompagna alla brillantezza delle pietre che lo rendono un must da portare in ogni occasione, che sia una serata galante o durante una giornata di lavoro.

    E’ un bracciale adattissimo anche a chi non ama i gioielli vistosi perché è molto chic anche quando è di dimensioni piccole, così da poterlo indossare quotidianamente senza problemi.

    Ovviamente se il polso è piccolo un tennis piccolo sarà perfettamente proporzionato, mentre su un polso più robusto è più adatto un modello un po’ più grande se non si vuole che scompaia alla vista o che renda ancora più marcata la dimensione del polso!

    un bracciale tennis in oro bianco  castone quadrato

    Un tennis in oro bianco da 4 carati

    I diamanti, posti in fila, diventano così un gioiello semplice da portare e sempre elegante, adatto a ogni stile, dal più semplice al più ricercato.
    I bracciali tennis sono molto amati dalle donne di ogni età proprio per la loro vestibilità. Comodi e senza tempo, sono disponibili anche con diamanti neri, per lei e soprattutto per lui.

    Il modello parla alla tradizione: si tratta infatti di uno storico bracciale a rivière, formato da una semplice ed elegante montatura flessibile con una fila di diamanti tutti uguali, incastonati uno dietro l’altro. La lavorazione è molto complessa e difficile: ogni singola pietra deve essere incastonata a scomparsa, in modo da avere un’unica fila di preziose gemme.

     

    La montatura può essere in oro bianco, giallo, rosa o in platino: i diamanti, tradizionalmente bianchi, possono essere di diversi colori e negli ultimi tempi ci sono anche modelli con altre pietre incastonate, tra rubini e smeraldi. Quello che non cambia mai del braccialetto tennis è la semplice eleganza e la raffinatezza di un gioiello che rimane un must adatto a ogni occasione, per il giorno come per la sera, da portare sempre per dare un tocco di luce in più a ogni look.

  • Come abbinare al meglio i diamanti

    Se siete stati fortunati da ricevere per Natale o per San Valentino un gioiello con i diamanti vi sveliamo qualche trucco per abbinarli in modo da ottenere un outfit perfetto.

    Spesso viene data per scontata l'arte di abbinarli tra loro, anche i gioielli come tutti gli accessori vanno abbinati nel modo giusto per essere valorizzati e per esaltare la bellezza di chi li porta.
    Innanzitutto, alcune linee guida essenziali sulle tonalità: se vestite di nero optate per accessori che creino punti luce, pietre colorate e metalli scintillanti. Se avete scelto il rosso puntate dritte dritte su montature di diamanti in oro bianco o in argento, se avete scelto invece colori chiari, potete giocare sia con i colori che con l'etnico.

    Per quanto riguarda gli anelli di diamanti l'accortezza fondamentale starà nell'abbinare lo stile con collana e orecchini (lo stesso materiale, oppure due affini), ma non esagerate con questi bijoux: ne basta uno vistoso per mano, oppure un paio di fedine.
    Se avete scelto di indossare una collana molto vistosa optate per orecchini piccoli e discreti; in ogni caso, se il collo della maglia è importante, puntate su una catenina molto semplice, viceversa se il top è lineare via libera a maxi collane.
    I bracciali andranno coordinati con la collana, non necessariamente in una parure, ma almeno nello stile (metalli, pietre, lavorazione). Se portate maniche svasate scegliete braccialetti morbidi che fuoriescano dal polsino, mentre con un top aderente puntate su bracciali ampi e rigidi.
    Gli orecchini pendenti e luminosi si vedranno di più con i capelli raccolti; se optate per orecchini vistosi, magari in stile etnico, tutti gli altri gioielli saranno piccoli e discreti, per evitare l'effetto pacchiano.

  • Regali per la sposa? Scegli il gioiello perfetto

        

    La primavera, la fine dell’estate e il principio dell’autunno sono i periodi preferiti dagli sposi per convolare a nozze.

    Pianificare un matrimonio non è sempre facile: significa confrontarsi sui propri desideri, cercare e provare abiti e ristoranti, organizzare cerimonia e rinfresco, compilare un countdown pieno di qualche comprensibile discussione e tantissimi momenti piacevoli.

    Perché tutto sia perfetto, bisogna tenere in considerazione le aspirazioni degli sposi, le esigenze dei parenti, le iniziative degli amici e conciliare innovazione e tradizione.

    Da regione a regione, la tradizione si declina in maniera differente e offre suggerimenti per i doni che accompagneranno le spose nel loro giorno più bello.

    Partiamo da un classico: le fedi. Secondo l’etichetta l’acquisto delle fedi spetterebbe allo sposo, ma spesso sono i testimoni o gli amici più intimi a regalarle agli sposi. Queste non devono essere necessariamente uguali tra loro, ma è bello che in qualche modo si ricordino, magari semplicemente nella scelta del metallo. Quella della sposa può essere ‘più ricca’, non limitarsi al cerchietto d’oro o di platino, ma può essere appunto arricchita da una pietra preziosa o essere una vera e propria veretta di diamanti, rubini o smeraldi. Ciò che conta è che la scelta venga concertata con gli sposi, perché possa corrispondere alle loro aspettative e rappresenti appieno il loro amore.

    Amici e testimoni non sono però gli unici a essere chiamati in causa. Una volta non era insolito che la suocera regalasse alla futura nuora un gioiello da indossare il giorno del matrimonio scegliendolo tra quelli di famiglia. Sempre più spesso oggi, i suoceri acquistano invece un gioiello appositamente per l’occasione. Ma cosa scegliere? Dovendolo indossare il giorno delle nozze, la prima cosa di cui sincerarsi è che il gioiello sia in sintonia con l’abito: se la sposa indossa i guanti, ad esempio, regalarle un braccialetto, per quanto bellissimo, risulterebbe inopportuno. 

    Meglio allora puntare su un paio di orecchini con le perle – un’antica superstizione diceva che indossare le perle al proprio matrimonio avrebbe portato lacrime, ma oggi è una diceria superata – o un punto luce di diamanti. 
    Infine, anche i genitori, oggi che non sono più tenuti a sobbarcarsi in pieno le spese del matrimonio, hanno occasione di regalare alla sposa un gioiello. Il più indicato, se non già scelto dai suoceri, è una collana. L’ideale è coordinarlo agli orecchini e all’eventuale braccialetto. In ogni caso come questi ultimi dovrà essere sobria, elegante e raffinata, in grado di dare luce alla sposa e di esaltarne la bellezza e naturalmente rispettare i suoi gusti.

    Noi di 18carati.com mettiamo a disposizione la nostra esperienza per aiutarvi nella scelta del gioiello giusto da regalare.

  • Costo di un diamante al carato

    Diamante D-IF Prezzo diamante F-VS1

    Un carato è un peso significativo nel mondo dei diamanti. Una specie di soglia psicologica, un punto d'arrivo per molti e di partenza per pochi fortunati. Un carato equivale a 0,20 grammi, un peso modestissimo che può valere una fortuna.
    Ma quanto costa un diamante da 1 carato?

    La domanda come si può intuire ha una sola risposta: Dipende.

    Osservando i due diamanti nella foto infatti si può vedere che pur essendo apparentemente identici hanno caratteristiche che li rendono molto diversi da un punto di vista qualitativo e, di conseguenza, anche da quello strettamente economico.

    Prezzi diamanti con colore, purezza e taglio ideali per anello solitario.
    Scegli il diamante perfetto per un solitario

    Scegli ed acquista il tuo diamante tra migliaia di pietre certificate con disponibilità garantita aggiornata in tempo reale dalla borsa di Anversa ad una quotazione diamanti con sconti fino al 30-40% rispetto alla gioielleria.

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    Molti utenti del blog ci chiedono di valutare a distanza un proprio diamante. Purtroppo non è possibile valutare un diamante senza eseguire un'accurata perizia della pietra.
    Per proporre in vendita un diamante (con o senza certificato) fare riferimento a questa pagina: vendere un diamante usato

    Il diamante a destra (riquadro rosso) è una pietra da 1 carato esatto colore F, purezza Vs1. Un diamante perfettamente bilanciato per fare un anello solitario, una collana punto luce o degli orecchini. Salire di colore e purezza porterebbe benefici trascurabili a fronte di un sensibile aumento di costo.

    Il diamante a sinistra invece (riquadro verde) ha caratteristiche ancora più elevate. Si tratta di una pietra colore D e purezza IF, ovvero il massimo grado rispettivamente nel colore e nella purezza. Praticamente il top assoluto del pregio in fatto di diamanti, anche se a nostro avviso non necessariamente la pietra ideale per investimento. A proposito, il laboratorio HRD chiama la purezza IF (Internally Flawless) come LC (Loupe Clean)

    Il primo è un diamante quotato intorno a €9.000 mentre il prezzo del D-IF è di circa €20.000 stando alla quotazione rapaport attuale convertita in euro, ricordiamo infatti che il listino rapaport quota il prezzo dei diamanti in dollari per carato e non tiene conto dell'Iva che però va aggiunta al prezzo finale così come avviene per qualsiasi altro bene di consumo.

    In sostanza, mentre il diamante F-Vs1 è sicuramente un'ottima scelta per la realizzazione di un gioiello, il D-IF risulta inutilmente alto per questo scopo ed è preferibile acquistarlo per investimeno o come bene rifugio, da conservare sigillato in blister ed un giorno regalarlo ai propri figli.

    Insomma, due pietre apparentemente identiche, ma con prezzi così diversi ci danno l'idea di come sia importante che le caratteristiche di un diamante siano certificate da un laboratorio indipendente di primaria importanza (qui volevamo arrivare...). Anche un solo grado in più o in meno su colore e purezza infatti si traduce in una consistente differenza in valore diamanti.

  • Anello Solitario: una scelta d'amore

    Anello Solitario

    L'Anello Solitario è, per antonomasia, il simbolo dell’amore tra due persone.

    Lo è, per tradizione, sin dal Rinascimento, poiché si dice che Massimiliano d’Asburgo lo avesse regalato all’amata Maria di Borgogna per chiederla in sposa; lo è per la sua simbolicità, poiché il diamante è una pietra eterna e preziosa, come il vero amore.

    Il solitario sottolinea un momento particolarmente importante nel percorso di una coppia che, al giorno d’oggi, non deve culminare necessariamente nel matrimonio!
    E' una dimostrazione d’amore, una volontà di impegno, la concretizzazione di una promessa di vita insieme. Non c’è, allora, un solo momento giusto per regalare un solitario alla persona che ami: può essere un anniversario, Natale, il giorno che hai capito che lei è la tua persona.

    Ma come scegliere un solitario? Anello Solitario

    Ora che hai deciso che è un solitario il regalo che fa per lei, su quali basi scegliere l’anello giusto?
    Naturalmente, noi di 18carati.com siamo a tua disposizione per aiutarti nella scelta e per sciogliere ogni tuo dubbio, ma, per cominciare a orientarti, tu tieni a mente questi criteri:

    • Gusti personali
    • Caratteristiche del diamante
    • Tipo di montatura
    • Certificazione

    Il solitario perfetto risponde al giusto mix di questi parametri.

    Gusti personali 
    Ricordati che l’anello è per lei, deve perciò rispecchiare il suo modo di essere e rispettare i suoi gusti, ma deve piacere anche a te. Sicuramente in qualche momento della vostra vita insieme ti avrà fatto vedere il solitario dei suoi sogni… ma se non lo ricordi non c’è problema: la nostra scelta è molto ampia e troverai sicuramente l’anello giusto, inoltre con una montatura classica e un taglio a brillante non si sbaglia mai.

    Caratteristiche del diamante 
    Taglio, colore, purezza e peso sono gli elementi che caratterizzano un diamante. Partendo dalla forma scegli la gemma che valorizza il solitario che le vuoi regalare. Puoi scegliere tra almeno 10 forme diverse, partendo dal taglio a brillante per finire con quello a cuscino. Per ogni diamante ti forniremo una scheda che ne descrive le caratteristiche aiutandoti a scegliere un diamante non solo bello, ma di qualità e capace di mantenere il suo valore nel tempo.

    Tipo di montatura 
    Anello SolitarioPer prima cosa scegli il metallo della montatura. I solitari, solitamente, sono montati su oro bianco, su oro giallo o su platino, tenendo presente che il platino è attualmente meno pregiato dell'oro. Quindi scegli la tipologia di montatura adatta al tipo di gemma che hai scelto. Possono essere classiche o fantasiose, con il solo brillante centrale o con l’aggiunta di pietre laterali, con 4, 5 o 6 griffe, l’importante è che esaltino il diamante esponendolo a quanta più luce possibile, facendolo quindi brillare. E' per questo che la montatura è importante, ma non fondamentale. Proprio per questo può essere facilmente sostituita in qualsiasi momento. Se nel tempo si desidera dare "nuova vita" al nostro diamante si può cambiare la montatura per avere un anello tutto nuovo, e ad una spesa ridottissima!

    Certificazione 
    Infine un parametro non meno importante degli altri: assicurati che il diamante che hai scelto sia certificato. I nostri diamanti hanno tutti la certificazione IGI (International Gemological Institute, Anversa), GIA (Gemological Institute of America, USA) o HRD (Hoge Raad voor Diamant, Anversa).
    Questo significa che ogni diamante ha la sua carta di identità che ne garantisce l’autenticità e ne descrive peso, colore, dimensioni, dettagli del taglio e qualità su basi standard riconosciute, perché un solitario non è solo un regalo da favola, ma anche un investimento sul futuro.

    Ora non ti resta altro che scegliere il vostro anello e godervi insieme l’emozione di regalare e ricevere un solitario.

  • Parlate di colore F/G e purezza VVs2/Vs1? Ma insomma è un F o un G?

    Occorre che sia ben chiaro un concetto:

    Ha senso parlare di classificazione analitica per singolo grado di colore e/o purezza solo a partire da una certa caratura in su.
    Infatti, al di sotto dei 30 punti di peso (0.30ct) lo stesso listino Rapaport non fa distinzione tra due classi contigue di colore e purezza pertanto:

    D, E ed F sono assieme così come G/H, I/J, K/L e così via. Allo stesso modo funziona per le classi di purezza che sono raggruppate due a due (con IF assieme a VVs1 e 2)

    Oltre a questo bisogna considerare che la differenza tra due colori contigui e due purezze contigue è talmente sfumata (a volte del tutto dipendente dalla sensibilità individuale) che è intellettualmente poco onesto definire una singola pietra di un grado solo, a maggior ragione se di piccole o piccolissime dimensioni. Molto più realistico parlare di fascia F/G piuttosto che di colore F o colore G.

    Quello riportato nella foto sotto è un set di pietre di paragone che usiamo per classificare il colore dei diamanti. Colore D non è indicato perchè se superiore ad E è automaticamente un D.

    Pietre di paragone per il colore dei diamanti

     Spesso però molti oggetti in commercio (soprattutto quelli con molte pietre piccole o piccolissime) vengono descritti come fatti con diamanti di colore elevatissimo e purezze altrettanto alte giocando sulla impossibilità oggettiva per il consumatore di effettuare qualsiasi tipo di controllo. In special modo da dopo montate perchè colore e purezza di un diamante si rilevano a pietra sciolta, non montata.

    Pertanto si consiglia vivamente di fare molta attenzione quando viene proposto un gioiello con diamanti di colore e purezza ai massimi gradi se non dotato di certificazione internazionale IGI, GIA, HRD. Ed è' bene tener presente che salvo rari (e costosissimi) casi colori come D/E e purezze IF/VVs1 sono riservate a pietre da investimento di grandi dimensioni, è molto improbabile un loro utilizzo in gioielleria.

  • Diamanti onesti

    Dopo i diamanti etici è arrivato il momento di parlare anche di diamanti onesti. Almeno secondo Rapaport.
    La questione è la seguente:
    Esistono da anni sul mercato dei laboratori che pur usando la stessa scala di valori per colore e purezza (La scala GIA per l'esattezza) adottano standard certificativi completamente diversi e molto meno severi e di fatto sopravvalutano anche di diversi gradi il giudizio sui diamanti che escono dai loro laboratori. Un diamante giudicato colore F di uno di questi laboratori risulterebbe essere in realtà un grado G, H o addirittura meno se applicassimo i rigorosi standards di GIA o di HRD.

    La cosa è in realtà abbastanza nota tra gli addetti ai lavori e chi vuole trattare diamanti dalle caratteristiche garantite si limita ad offrire IGI (Internazionale), GIA ed HRD. Assolutamente null'altro all'infuori di questi tre certificati.
    Indubbiamente però il fatto che ci siano in circolazione diamanti "nominalmente" identici nel colore e nella purezza, ma con prezzi ribassati è fonte di confusione tra i consumatori in un mercato che già di per se tende a non essere molto trasparente.
    Questi certificati sono generalmente venduti a prezzi inferiori a quelli di mercato facendo intendere al cliente (che acquista per investimento o per gioielleria) che tutto sommato il grado riportato nel certificato è lo stesso e quindi si è fatto un ottimo acquisto, ma chiaramente la maggior parte del vantaggio economico rimane nelle mani del venditore che è in realtà l'unico a fare veramente l'affare.

    La riprova è che quando si va a rivendere un diamante con certificazione poco affidabile, chi valuta un eventuale acquisto non si basa mai sul certificato, ma vuole controllare la pietra di persona.

    Non abbiamo volutamente fatto nomi in questo post, ma chi ha un po' di tempo e capisce l'inglese può ascoltare la versione integrale direttamente dalla voce di Martin Rapaport che ci ha espressamente autorizzato a diffondere il suo punto di vista che riteniamo di condividere in pieno.

    Mr. Rapaport ritiene in sostanza che:
    1- E' scorretto usare la stessa scala di valori di GIA da parte di laboratori che però applicano standard di valutazione differenti che sopravvalutano le reali qualità dei diamanti.
    2- Occorre far ricadere sul venditore la responsabilità di quello che vende e fare in modo che debba rimborsare completamente il compratore in caso abbia venduto diamanti sopravvalutati.

  • Un diamante da 5 carati: vocazione investimento

    Quando si parla di pietre importanti ci si riferisce a brillanti di almeno un carato che è un taglio sicuramente molto commerciabile ed alla portata di molti, adatto ad essere sfuttato su un gioiello nonchè importante soglia psicologica nel mondo dei diamanti.
    Ma non è un diamante da 1ct quello che suscita maggiore interesse tra gli operatori di settore.

    Diamante da 4 carati e diamante da 5 carati Come tutti sanno la dimensione e la caratura contano molto nel mondo dei diamanti e quando si superano alcune soglie di peso come per esempio 5 carati (pietra che se ben tagliata misura circa 11mm di diametro per 7 di altezza) allora si entra nel mondo di pietre particolarmente apprezzate e particolarmente adatte a svolgere il ruolo di bene rifugio o di forma alternativa di investimento.

    Negli ultimi anni infatti il mercato delle pietre al di sopra dei 4ct, storicamente abbastanza rarefatto per via dei prezzi inevitabilmente elevati, ha conosciuto un boom senza precedenti stimolato dalla domanda dei paesi emergenti (Cina ed Asia in generale, ma anche Brasile ed USA).
    Perfino il listino Rapaport che pure, al pari di pietre più piccole, indica i valori di riferimento per carature da 5ct in su si premura di ricordare che in mercati speculativi i reali prezzi di mercato potrebbero essere ben maggiori a quelli del listino. Come a ricordare insomma, che un bel diamante da 5 o 6 carati potrebbe essere molto più appetibile rispetto ad un valore teorico prefissato.

    Per quanto riguarda l'utilizzo, mentre da una parte c'è una comprensibile reticenza a montare un diamante così grande su un gioiello per indossarlo (anche se pur in rare occasioni), dall'altra c'è invece una certa propensione ad acquistare una tale pietra per conservare blisterata in cassaforte o nel caveau di una banca.
    Una pietra importante come un 5 carati ha tutte le caratteristiche tipiche del diamante ovvero ottima rivendibilità, custodia facilmente occultabile, tenuta di valore con in più la facilità di concentrare in un unico, piccolo oggetto un valore decisamente elevato.

    In ultimo, un 5 carati non può non avere una certificazione prestigiosa. Preferiamo per l'occasione un GIA o un HRD.

  • Guida alla scelta del diamante ideale

    L'acquisto di un diamante per anello solitario, orecchini o punti luce è uno di quei passi che si fanno poche volte nella vita ed è del tutto comprensibile avere dubbi ed incertezze su cosa acquistare ed a quali prezzi.

    Cominciamo col dire che a partire da 0.40-0.50ct è senza dubbio consigliabile acquistare un diamante che sia certificato da un ente terzo, non coinvolto ed interessato nella vendita. Questo è un punto di partenza importante e condizione necessaria (ma non sufficiente). L'altra condizione è che il laboratorio che certifica sia uno dei tre più prestigiosi al mondo (IGI, GIA, HRD) i quali certificano con assoluta precisione e sono di fatto gli unici da prendere in considerazione se non si vogliono brutte sorprese. In questo articolo faremo riferimento a diamanti certificati tagliati a brillante (il classico taglio tondo a 57 faccette).

    Quello che spesso ci viene chiesto da clienti è: "che caratteristiche deve avere il diamante perchè l'anello sia bellissimo?"

    Una domanda legittima e se non vi fosse in gioco la variabile prezzo la risposta sarebbe banalmente: "...colore D/ E purezza IF/VVs1 con taglio, simmetria e finitura pari a Excellent e senza fluorescenza".
    Quella che precede è sanza dubbio la descrizione di un diamante perfetto.

    Ma la differenza in prezzo c'è eccome, basti pensare che, Rapaport alla mano, un diamante D-IF da 1 carato è quotato $25.700 (Ott. 2015), ma lo stesso diamante colore G e purezza SI1 è indicato a $ 7.100. Meno di un terzo del prezzo!

    Allora che purezza e colore scegliere?

    A differenza di quello che normalmente viene percepito dalla maggior parte del pubblico, un diamante non deve avere il massimo grado di purezza e colore (rispettivamente IF e D) per ottenere un anello solitario di eccezionale bellezza. Ma vediamo perchè:

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    Diamanti taglio brillante
    Diamanti taglio cuore
    Diamanti taglio princess
    Il classico taglio tondo a 57 faccette. Sprigiona la massima brillantezza a parità di caratura.
    Simbolo d' amore per eccellenza.
    Ideale per collane, bellissimo per l'anello solitario.
    Il Taglio quadrato per eccellenza, è il più diffuso tra i tagli non tondi. Molto elegante per solitari "non convenzionali".
    Diamanti taglio brillante
    Diamanti taglio cuore
    Diamanti taglio princess
    Diamanti taglio smeraldo
    Diamanti taglio radiant
    Diamanti taglio goccia
    Forma ottagonale con tavola abbastanza ampia. Molto ricercato per diamanti di alta caratura.
    Simile al princess, ma con angoli smussati. Non molto diffuso ma un'ottima scelta per un solitario o un diamante fancy
    Il taglio a goccia è perfetto per incassare in collane punto luce ed in orecchini a pendente.
    Diamanti taglio smeraldo
    Diamanti taglio radiant
    Diamanti taglio goccia
     

    Colore

    Colori fino ad H sono considerati molto bianchi e la percezione della differenza tra un G ed un H è una sfumatura veramente difficile da cogliere anche per un occhio allenato. Anche I o J appaiono molto bianchi una volta montati e si riesce a percepire una certo grado di differenza solo se messi a confronto diretto con un diamante più bianco di almeno 2/3 gradi.
    Ricordamo che stiamo parlando di diamanti dove il grado di colore è certificato da un insituto di prestigio come IGI Anversa, HRD o GIA. Certificazioni diverse da queste di fatto non sono altrettanto affidabili.

    In definitiva un colore compreso tra E e J risulta molto bianco e molto bello una volta incassato. Certamente, nel diamante di colore E il bianco sarà maggiore nel senso che saranno praticamente azzerati riflessi di qualsiasi colore, ma il risparmio conseguito acquistando il secondo al posto del primo è importante e l'effetto da dopo montato del tutto accettabile.

    Purezza

    Quanto espresso per il colore vale anche per la purezza: Non è necessario scegliere un diamante completamente puro per realizzare un eccellente anello solitario.

    Anche per la purezza infatti, listino rapaport alla mano, ci rendiamo conto della notevole differenza di prezzo tra diamanti classificati nei vari gradi di purezza. In cima alla scala c'è IF (Internally Flawless) ovvero totalmente privo di qualsiasi impurità interna. In realtà la classificazione GIA prevede anche un grado sopra IF e cioè F (Flawless) introducendo così il concetto che alcune lievissime imperfezioni esterne possano determinare una qualche differenza. Nella pratica ci si riferisce a IF per indicare il massimo grado e nè IGI nè HRD contemplano un grado maggiore.
    Sempre per dare un riferimento concreto ai prezzi di mercato, un diamante da 1.00ct purezza IF colore D viene quotato dal Rapaport attuale 22,800 $/ct mentre lo stesso carato in purezza Vs1 (sempre D color) è quotato $ 12,100. Si noti che Vs1 è comunque una purezza decisamente elevata essendo le inclusioni molto difficilmente rilevabili con la lente a 10X ed assolutamente non visibili ad occhio nudo.

    Le imperfezioni di un diamante con grado di purezza VVs (1 o 2) sono talmente di lieve entità che perfino un esperto fatica a localizzarle in condizioni di osservazione ottimali (lente 10X o microscopio, luce daylight, sfondo nero opaco, occhio allenato).

    Ma anche le inclusioni della gradazione Vs (Very Small ) sono diffici da vedere e di fatto non pregiudicano il passaggio della luce attraverso il diamante. Di fatto un diamante di purezza Vs1 o Vs2 appare, una volta montato, assolutamente privo di inclusioni.

    Non fermiamoci qui e procediamo scendendo di un grado di purezza. Un diamante classificato SI (Small Inclusions) è anch'esso privo di inclusioni tali da comprometterne la bellezza. In particolare un buon SI1 risulta comunque molto bello alla vista e solo con osservazioni strumentali si possono cogliere le imperfezioni interne o esterne.

    Taglio, simmetria e finitura

    Tra queste il taglio è sicuramente la caratteristica più importante poichè determina la maggiore o minore brillantezza di un diamante. Le altre due sono considerate secondarie, ma non per questo trascurabili. Tutte e tre sono sempre indicate nei certificati, definite con giudizi sintetici come segue:


    Excellent (EX)

    Giudizio massimo

    Very Good (VG)

    Giudizio molto buono

    Good (G)

    Giudizio accettabile.

    Fair (F)

    Guidizio non positivo, il diamante presenta caratteristiche non buone

    Poor (P)

    Giudizio negativo, il diamante non è conforme agli standard ottimali

    Questi giudizi sintetizzano in una parola le caratteristiche di un diamante. Senza entrare in dettagli tecnici e complicate formule per valutare le misure e gli angoli del diamante ideale, possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti del grado di "bontà" di taglio, simmetria e finitura di una pietra quando il grado è Excellent o Very Good. Per simmetria e finitura anche Good è da considerare buono.

    Fluorescenza

    La fluorescenza è la proprietà di alcuni diamanti (circa 1/3 dei diamanti esistenti) di emettere una luce visibile (normalmente) di colore blu quando esposti a raggi ultravioletti (UV).
    Salvo che in rari casi, non ha alcun effetto sulla bellezza del nostro diamante osservato alla luce del giorno. Se frequentate una discoteca, diamanti con fluorescenza da media a very strong appaiono di colore blu sotto le luci stroboscopiche UV e a parte un po' di imbarazzo l'effetto finisce qui. Di contro però acquistando un diamante strong o very strong si consegono risparmi importanti perchè hanno prezzi mediamante più bassi per ragioni puramente commerciali.

    E' in definitiva una scelta che possiamo fare senza porci troppi problemi. Ricordiamoci che stiamo parlando dell'acquisto di un diamante per uso gioiello e non per investimento cosa che ci porterebbe a fare considerazioni leggermente diverse in tema di fluorescenza.

    Diamanti Trattati

    E' infine il caso di ricordare che finora abbiamo parlato di diamanti non trattati. Esistono in commercio diamanti trattati con diverse tecnologie (laser, HPHT, etc) che non possono essere considerati naturali in senso stretto. Sono pietre che possiamo trovare anche con certificato IGI, GIA o HRD (pur non essendo molto comuni) ed in questo caso il trattamento subito è chiaramente ed obbligatoriamente indicato nel certificato. Molto più spesso invece troviamo diamanti non dichiaratamente trattati venduti per naturali oppure si fa vagamente riferimento a diamanti clarity enhanced (purezza aumentata) che in se sembrerebbe pure una cosa positiva, in realtà la dizione, a volte sommessamente abbreviata come CE, sta ad indicare che il diamante ha subito un trattamento artificiale per aumentarne la purezza. Questo tipo di diamanti hanno un valore di gran lunga inferiore a quelli naturali non trattati.

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