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Guida diamanti

Sebbene il diamante sia una delle gemme più rare in natura, la sua composizione chimica è alquanto banale: si tratta infatti di comune carbonio, esattamente come la grafite delle matite, ma con una struttura molecolare molto diversa che comporta, tra le altre cose, un punto di fusione a 6900 gradi Fahrenheit, cioè due volte e mezzo quello dell'acciaio. Miliardi di anni fa le forze elementari di calore e pressione trasformarono il carbonio in diamante. La massa vulcanica in cui questa cristallizzazione avvenne salì e irruppe attraverso la crosta terrestre raffreddandosi nei camini kimberlitici. Ed è infatti in questi camini kimberlitici che ancor oggi si trovano i diamanti grezzi.

Attualmente la piazza Europea più importante per commercio dei diamanti tagliati è Anversa in Belgio con ben 3 borse diamanti e migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo. Queste non sono Borse in senso tradizionale (non avvengono quotazioni diamanti in tempo reale) ma luoghi fisici dove domanda ed offerta si incontrano e dove hanno sede i maggiori trasformatori di diamante grezzo, i Sightholders. L'avvento di Internet e la nascita di aziende come 18carati che vendono diamanti online ha contribuito a ridurre l'importanza di una borsa fisica per il commercio di diamanti.

Ad Anversa hanno sede IGI (International Gemological Institute) e HRD (Hoge Raad voor Diamant), i due più prestigiosi istituti Europei per la certificazione del diamante. Anche GIA, il prestigioso certificatore Americano ha recentemente aperto un ufficio operativo ad Anversa.

 

Le 4C del diamante

Il diamante, se propriamente tagliato, è una pietra di eccezionale bellezza e lucentezza la cui caratteristica principale è il brillio determinato dalla combinazione di 4 principali fattori, le famose 4 C :

 

Color

 
Colore
 

Cut

 
Taglio
 

Clarity

 
Purezza
 

Carat

 
Caratura

La combinazione di queste caratteristiche permette di determinare il prezzo di vendita di un diamante.
Segue una breve guida per comprendere come ciascuna di esse impatta nella classificazione e quindi come si determina il prezzo dei diamanti.


Il Colore (color)

Molti lo chiamano impropriamente luce del diamante ed è forse la caratteristica più importante, in certi casi apprezzabile anche ad occhio nudo e diamante montato.
In linea generale, nei diamanti bianchi, più il diamante è bianco e più è pregiato per cui eventuali riflessi di colore (in genere giallo) vengono considerati difetti. L'esatto contrario accade per i diamanti fancy in cui è auspicabile che la colorazione sia il più marcata e vivida possibile.

Il colore, al pari della purezza, incide notevolmente sul valore di un diamante concorrendo in modo determinante alla formazione del prezzo.
Un diamante di colore F (un ottimo colore bianco, usato nella gioielleria più pregiata) può avere un prezzo superiore anche del 50% rispetto ad una pietra di colore I con la stessa caratura e purezza.

Determinare il grado di colore di un diamante è quindi un'operazione delicata che viene ancora svolta con metodi tradizionali usando delle pietre di riferimento dette pietre di paragone di cui si conosce il colore e che vengono poste sotto una luce bianca daylight che riproduce la luce diffusa di una giornata di sole. Le pietre di paragone vengono accostate al diamante da verificare in appositi cartoncini bianchi ed il grado di colore viene determinato per confronto diretto.
Naturalmente l'occhio del gemmologo che assegna la gradazione di colore deve essere particolarmente allenato e riposato poichè anche il minimo errore, soprattutto per diamanti di alta caratura, può significare decine di migliaia di euro di differenza sul valore finale. Per questo le sessioni di verifica del colore non durano più di 3/4 ore di fila.

Esistono diverse scale di valutazione colore diamanti, ma negli ultimi decenni la scala GIA (Gemological institute of America) è di fatto diventata lo standard di riferimento ed è stata adottata da tutti gli altri laboratori per la classificazione dei diamanti.

Il Taglio (cut)

Il taglio di un diamante è ua caratteristica estremamente importante perchè rappresenta in ultima analisi la capacità di una pietra di riflettere in modo ottimale la luce e ne determina quindi la brillantezza e la lucentezza.
Il taglio è inteso quindi come qualità di posizionamento e proporzionamento delle varie faccette (ben 57 in un diamante taglio tondo brillante) e della cintura e non va confuso con il taglio inteso come forma di un diamante di cui parliamo in seguito.
In un diamante, quando il taglio è ben eseguito, gran parte della luce che entra dalla parte superiore (la tavola) viene rifratta per due volte ad angolo retto per poi uscire di nuovo dalla stessa faccetta ritornando verso l'osservatore e provocando il  brillio o scintillio del diamante.

Se le proporzioni del diamante non sono corrette significa in sostanza che una certa quantità di luce non viene riflessa e si perde quindi in brillantezza e luminosità.

Il classico taglio a brillante tondo prevede 57 faccette di cui 33 sulla parte superiore (corona) e 25 su quella inferiore (padiglione). Talvolta esiste anche una 58esima faccetta che è costituita dalla punta del padiglione (in inglese culet) quando questo non è perfettamente a punta formando quindi una misuscola faccetta.

In un brillante perfettamente tagliato il padiglione deve essere appuntito e non piatto e si ha una brillantezza ottimale quando la corona rappresenta circa un terzo dell'altezza totale della pietra.

La qualità del taglio di un diamante è determinata quindi da tutta una serie di misurazioni di angoli e di posizionamento di faccette, ma per comodità tutte queste complicate formulazioni sono ricomprese in un giudizio sintetico e comune per i principali laboratori di certificazione in 5 diversi gradi che vanno da Excellent a Poor passando per Very Good, Good e Fair

 
La forma più nota e diffusa è il cosiddetto " taglio brillante", ovvero il classico taglio tondo con padiglione appuntito, ma esistono molte altre forme originali e di grande effetto. Eccone alcune:
 
taglio tondo detto anche brillante Taglio princess quadrato Taglio smeraldo Taglio radiant Taglio ovale
Brillante
 
Princess
 
Smeraldo
 
Radiant
 
Ovale
         
Taglio a goccia Taglio marquise Taglio asscher Taglio cuscino Taglio cuore
Goccia
 
Marquise
 
Asscher
 
Cuscino
 
Cuore
         

La Purezza (clarity )

La purezza di un diamante è un fattore molto importante per determinarne il valore. Diamanti completamente puri, quindi privi di imperfezioni di qualsiasi tipo se osservati alla lente a 10 ingrandimenti o al microscopio sono abbastanza rari e per questo molto pregiati. Questi diamanti, denominati Internally Flawless sono in genere destinati al mercato dei diamanti da investimento.

Molto più frequentemente invece i diamanti usati in gioielleria non sono totalmente puri, ma recano al loro interno alcune minuscole imperfezioni dette inclusioni ed il diamante è tanto più prezioso, quanto queste inclusioni sono piccole. Per contro, quando il diamante è costituito solo da inclusioni si parla di diamanti neri.
Va detto che differenze tra pietre con grado consecutivo nella scala purezza diamanti sono molto difficili da individuare per chi non è esperto e solo una persona con occhio allenato e l'aiuto di una lampada a luce bianca solare e di una lente d'ingrandimento (o microscopio) riesce a stabilire se un diamante sia un Vvs2 (Very very small inclusions) piuttosto che un Vs1 (Very small inclusions).


Queste due classi di purezza appaiono a prima vista come assolutamente identiche a maggior ragione se le pietre sono già incastonate in montatur pur essendovi invece una certa differenza in valore.
Per questo è sempre consigliabile acquistare diamanti solo da commercianti seri attraverso canali ufficiali e soprattutto è fondamentale che il diamante sia provvisto di una certificazione conosciuta a livello internazionale, quindi attendibile. Non ci stancheremo mai di ripetere che esistono solo pochi istituti certificatori al mondo in grado di garantire la massima imparzialità di giudizio di una gemma.

 
GIA - Grado scala purezza dei diamanti
 
Diamante flawless IF completamente puro alla lente Diamante di purezza VVS1 con inclusioni quasi inesistenti Diamante di purezza VVS2 con minime inclusioni
F Flawless (aka Loupe clean)
 
VVS1 Very Very Small Inclusions 1
 
VVS2 Very Very Small Inclusions 2
separatore separatore separatore

Il diamante è completamente puro, quindi privo di inclusioni di qualsiasi tipo se osservato al microscopio oppure sotto una lente a 10 ingrandimenti

 

Il diamante ha minime inclusioni estremamente difficili da rilevare alla lente 10X anche da persona esperta

 

Il diamante contiene minime inclusioni molto difficilmente rilevabili alla lente 10X

     
Diamante VS1, le inclusioni sono minime, ottima purezza Diamante VS2 inclusioni ridottissime, purezza molto buona Diamante SI1 con inclusioni ridotte, purezza ancora molto elevata
VS1 Very Small Inclusions 1
 
VS2 Very Small Inclusions 2
 
SI1 Small Inclusions 1
separatore separatore separatore

Il diamante presenta pochissime inclusioni di minima entità difficilmente rilevabili alla lente a 10X, situate per lo più al di fuori della tavola.

 

Il diamante presenta alcune inclusioni rilevabili alla lente 10X situate anche nella tavola

 

Il diamante presenta inclusioni e/o caratteristiche difficilmente osservabili ad occhio nudo da persona non esperta

     
Diamante purezza SI2, talvolta con inclusioni visibili anche ad occhio nudo Diamante I1 piquè di scarsa purezza Diamante I2 piquè in cui le inclusioni sono di grande dimensione
SI2 Small Inclusions
 
I1 Piquè 1
 
I2/I3 Piquè 2/Piquè3
  
Il diamante contiene inclusioni e/o caratteristiche visibili con una lente a 10X, talvolta anche ad occhio nudo. Il diamante contiene vistose inclusioni ben visibili ad occhio nudo, la brillantezza è molto ridotta, il diamante non ha un bell'aspetto Il diamante contiene inclusioni molto vistose facilmente rilevabili anche ad occhio nudo. Il diamante ha l'aspetto di un chicco di sale e non brilla.
 

La Caratura (carat)

Il carato riferito al diamante (e più in generale a tutte le pietre preziose) è l'unità di misura del peso della pietra ed equivale ad un quinto di grammo (0,20 grammi) da non confondere con il carato inteso come misurazione della purezza (detta anche titolo) dei metalli preziosi come l'oro o il platino che è invece abbreviato in Kt.

Al contrario il carato inteso come peso di una gemma viene abbreviato in ct . In una pietra tagliata a brillante tondo c'è una certa proporzionalità tra la caratura ed il diametro che può essere riassunta da questa tabella peso/caratura ma la caratura non è la grandezza di un diamante bensì il peso.

Nell'immagine seguente è raffigurata la grandezza di alcune carature tipiche montate su anello Valentino a quattro griffes.

 Grandezza del diamante sul dito in base alla caratura


Come risaputo, la caratura contribuisce in modo determinante al costo di un diamante e non solo perché il valore aumenta con l'aumentare della caratura, ma soprattutto perché il costo è proporzionale al peso solo all'interno della stessa fascia di caratura. Vale a dire che, per esempio, una singola pietra di un carato (1.00ct) ha un valore di molto superiore rispetto a quello della somma di due pietre da 0.50 carati nonostante il peso totale nei due casi sia sempre lo stesso (e cioè un carato). Questo perchè le pietre in esempio appartengono a due fasce di caratura ben distinte, ciascuna con un prezzo a carato differente.
Infine è utile sapere che la caratura dei diamanti viene spesso espressa in punti di carato, dove per punto di carato si intende la centesima parte di un carato (0.01ct).

 

Fluorescenza

La fluorescenza è quella caratteristica naturale di alcuni diamanti per cui se la pietra è investita da raggi UV emette istantaneamente delle radiazioni di colore bluastro di varia intensità totalmente innocue per l'uomo. Va ribadito che si tratta di una caratteristica naturale per cui non c'è nulla di strano o di sospetto se un diamante ha una certa fluorescenza.

In un diamante l'eventuale presenza di fluorescenza va valutata sotto due diversi aspetti: Qualitativo e commerciale.

Dal punto di vista qualitativo la fluorescenza, tranne che in rari casi, non ha alcun effetto sulla bellezza e limpidezza del diamante che, osservato alla luce del sole, appare come qualsiasi altro diamante senza fluorescenza. Anche dopo montato in un gioiello non si hanno fenomeni visibili e la pietra è bella è brillante come qualsiasi altra. In un numero ridottissimo di casi la fluorescenza è accompagnata dal cosiddetto effetto milky ovvero il diamante appare lattiginoso e non limpido come invece dovrebbe. Laboratori seri come IGI, GIA o HRD riportano questa evenienza nel certificato in modo che non vi siano mai sorprese per l'acquirente perchè l'effetto milky tende a deprezzare il diamante. Come detto la fluorescenza può avere vali livelli partendo da None = nessuna fino ad arrivare a Very Strong = molto forte e l'unico effetto tangibile di una pietra con fluorescenza molto elevata è possibilmente quello per cui se frequentiamo una discoteca cha ha luci UV allora probabilmente il diamante apparirà colorato di blu.

Dal punto di vista commerciale invece la presenza di fluorescenza va vista sempre come elemento che influisce negativamente sul prezzo, con gradi variabili in base all'intensità. Nel senso che un diamante con fluorescenza Very slight o slight (abbreviati in genere con VSL e SL) sconterà una differenza di quotazione minima, a volte anche nulla rispetto ad un diamante senza fluorescenza mentre un diamante con fluorescenza very strong avrà sicuramente una quotazione più marcatamente ridotta.

Dovendo per forza stabilire una regola per un acquisto intelligente di una pietra per solitario possiamo affermare che sarebbe preferibile evitare di comprare un diamante con fluorescenza strong o very strong nonostante la quotazione sia più bassa, ma se proprio dobbiamo farlo controlliamo almeno che il diamante abbia un aspetto limpido e trasparente.

  

Diamante sintetico

Precisiamo che le considerazioni fatte finora sulle caratteristiche dei diamanti si applicano anche ai cosiddetti diamanti sintetici o da laboratorio nonostante tra sintetico e naturale corra una differenza enorme in termini di prezzo e di valore.

Il diamante cresciuto in laboratorio è infatti del tutto simile al corrispettivo naturale per quanto riguarda composizione chimica e struttura cristallina, aspetto, peso, tipo di taglio, colore etc, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che mentre i prezzi dei diamanti naturali sono destinati a crescere nel tempo data la sempre maggiore difficolta di estrazione del grezzo che determina una relativa scarsità di materia prima, il prezzo del diamante sintetico sia esso fabbricato con tecnica CWD che tramite HPHT è destinato ad abbattersi nel prossimo futuro il che lo rende molto rischioso se vogliamo considerare anche l'aspetto investimento. Il costo di fabbricazione dei diamanti sintetici è infatti già sceso ampiamente al di sotto degli 800 dollari per carato.